A giudicare dal Beige Book, la Fed alzerà i tassi

3 Settembre 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Non ci si può sbilanciare completamente, ma una cosa è sicura: il Beige Book – il rapporto che la Fed pubblica ogni sei settimane sulle condizioni economiche – ha spalancato la porta a un rialzo dei tassi di interesse imminente.

Il report parla infatti di un “aumento delle pressioni sui salari” oltre che di un’economia che “continua a espandersi” a un passo “modesto” o “moderato”. Inoltre la produttività del secondo trimestre è stata rivista in rialzo. Detto questo, alcuni rischi al ribasso rimangono, con le aziende americane che sono minacciate dalla frenata dell’Asia.

L’invito dell’Fmi alla Fed è di non avere fretta e portare paziena, rimandando la stretta monetaria, che sarebbe la prima in nove anni. La paura è che sbagliando il tempismo si provochi lo scoppio di una nuova crisi su scala globale.

Secondo l’istituto di Washington, che teme in particolare un effetto domino sui mercati emergenti, la banca centrale americana deve fare in modo che le sue decisioni di politica monetaria “restino legate ai dati” macroeconomici.

E visto che “fino ad ora [ci sono stati] scarsi segnali di pressioni sui prezzi e sui salari” (dichiarazione che smentisce il Beige Book) l’Fmi consiglia di non prendere decisioni affrettate sui tassi nella sua riunione in calendario il 16 e 17 settembre.

La nota del Fondo è arrivata in vista del rapporto sull’occupazione di agosto che il governo americano diffonderà venerdì e che potrebbe convincere la Fed ad iniziare ad alzare il costo del denaro per la prima volta dal 2006. Ieri

Già a giugno il direttore generale dell’Fmi aveva detto che Yellen dovrebbe posticipare una stretta fino all’anno prossimo. Anche perché la spinta attesa da prezzi del petrolio in calo non si è materializzata. E con l’inflazione ancora bassa in tutte le economia avanzate “la politica monetaria deve restare accomodante per prevenire che i tassi di interesse reali salgano in modo prematuro”.

L’Fmi ha chiarito che le sue stime per un miglioramento della performance nella seconda parte del 2015 non sono più attuali per la maggioranza delle principali economie al mondo. Martedì da Jakarta, in Indonesia, la stessa Lagarde aveva preannunciato un taglio delle stime 2015 in arrivo a ottobre nell’ambito degli Annual Meetings che si svolgeranno a Lima, Perù.

(DaC)