Fonte: Istock
Il prezzo del petrolio continua a mettere a segno movimenti repentini provocati dalle tensioni in Medio Oriente. Durante la settimana scorsa il proseguimento degli attacchi tra Stati Uniti e Iran ha continuato a sostenere il rialzo del prezzo del Brent che si è spinto fin sopra 100 dollari, con inevitabili ricadute anche sul prezzo alla pompa.
Tuttavia la pausa negli scontri giunta nel fine settimana ha riaperto le speranze per un ritorno alla diplomazia, portando ad un forte calo (circa 10%) delle quotazioni del greggio sui mercati internazionali. Secondo gli analisti di Mps l’evoluzione del conflitto e soprattutto il flusso di petrolio dai due stretti, Hormuz e Bab el-Mandeb, sono gli elementi che il mercato continuerà a monitorare nel corso dei prossimi giorni/settimane per definire il prezzo del greggio.
Brent cosa dice l’analisi tecnica
Dal punto di vista tecnico, il rally del Brent ha raggiunto livelli importanti di resistenza in area 100 dollari al barile che hanno per il momento arginato la fase di rialzo. Secondo gli analisti di Mps andrà monitorata con particolare attenzione la resistenza dinamica posta a 100,2 dollari, in quanto una sua rottura confermata in chiusura di settimana, porterebbe ad una ulteriore accelerazione del movimento rialzista.
Al ribasso, da monitorare invece il supporto dinamico a 87,44 dollari, testato questa mattina, seguito da quello statico intorno ad area 80 dollari.
Gli analisti di Mps sottolineano anc he che gli indicatori di momentum continuano a mostrare segnali contrastanti: lo stocastico giornaliero è in area di ipercomprato, mentre quello settimanale sta provando a uscire dalla fase di ipervenduto.