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La milanese Bending Spoons sbarca oggi sul Nasdaq con un’operazione che segna uno dei passaggi più rilevanti per il tech europeo degli ultimi anni. La società italiana, attiva nello sviluppo e nell’acquisizione di applicazioni software, ha annunciato l’IPO con l’obiettivo di raccogliere circa 1,62 miliardi di dollari, attraverso il collocamento di 58 milioni di azioni tra nuove emissioni e quote messe in vendita dagli azionisti esistenti. Il prezzo di debutto è fissato a 29 dollari per azione, per una valutazione complessiva intorno ai 20 miliardi di dollari.
L’operazione – come sottolinea Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm -rappresenta non solo un momento di accesso ai mercati pubblici, ma anche una tappa di consolidamento per un modello industriale che negli ultimi anni ha attirato crescente attenzione da parte degli investitori internazionali.
Cos’è Bending Spoons: la storia
Fondata nel 2013 dagli ingegneri Luca Ferrari, Francesco Patarnello e Matteo Danieli – insieme all’informatico Luca Querella e al designer Tomasz Greber –, Bending Spoons è una tech company italiana con sede a Milano, trasformatasi in uno dei protagonisti più dinamici del panorama digitale globale. Nata dalle ceneri di una startup precedente e battezzata con un richiamo alla celebre scena del film Matrix (simbolo di disciplina e forza della mente), l’azienda ha consolidato un modello di business basato sull’acquisizione di piattaforme tecnologiche consolidate per poi ristrutturarle, ottimizzarne i costi e migliorarne l’efficienza nel lungo periodo.
La società gestisce un portafoglio eterogeneo di prodotti di massa: da pilastri della produttività e della condivisione come Evernote e WeTransfer, fino ad applicazioni per lo streaming, la fotografia e i servizi web, tra cui StreamYard, Remini, Eventbrite e, più recentemente, colossi storici come Vimeo e Aol.
Oltre che per la sua aggressiva strategia di shopping miliardario, Bending Spoons si distingue per una cultura aziendale iper-selettiva – definita dallo stesso CEO Luca Ferrari come un “modello Real Madrid” –, che punta sulla costante meritocrazia e su un processo di reclutamento che accetta appena un candidato ogni 2.700, trasformando l’azienda in un magnete d’élite per i talenti tecnologici internazionali.
Un pò di numeri
Nel 2025 il margine EBITDA adjusted ha raggiunto il 53%, con l’obiettivo del management di portarlo progressivamente verso il 58%, con la possibilità di avvicinarsi al 60% nel medio periodo.
Accanto alla redditività, un elemento centrale della struttura finanziaria è il ricorso alla leva finanziaria. L’indebitamento complessivo è pari a circa 4,4 miliardi di dollari, a fronte di un patrimonio netto di circa 1,1 miliardi, con un rapporto di circa quattro a uno. Si tratta di un livello che consente di amplificare i rendimenti potenziali, ma che introduce anche una maggiore sensibilità dell’azienda alle condizioni di mercato e al costo del capitale. Sul fronte dei ricavi, il 2025 ha registrato una crescita molto forte, pari a circa il 95%, trainata sia dallo sviluppo organico sia dal contributo delle acquisizioni.
Lo scenario di base per i prossimi anni ipotizza la prosecuzione di una fase di crescita sostenuta, sostenuta dal pipeline di nuove operazioni, seguita però da una progressiva normalizzazione verso livelli più fisiologici, nell’ordine del 10% annuo entro la fine del decennio.
La view di Moneyfarm
Secondo un’analisi di Richard Flax, la quotazione di Bending Spoons al Nasdaq rappresenta un’operazione di grande rilievo nel panorama tecnologico europeo, sostenuta da fondamentali solidi ma ancora soggetta a variabili importanti sul fronte della crescita futura.
L’IPO prevede la raccolta di circa 1,62 miliardi di dollari attraverso il collocamento di 58 milioni di azioni, tra nuove emissioni e quote cedute dagli azionisti esistenti, con una valutazione complessiva stimata intorno ai 19 miliardi di dollari ad un prezzo di 29 dollari per azione. Il modello di business dell’azienda si basa su un approccio fortemente orientato alle acquisizioni: oltre 50 operazioni nel tempo hanno permesso di integrare applicazioni digitali già affermate ma migliorabili, che vengono poi ristrutturate attraverso centralizzazione dello sviluppo software, automazione e utilizzo avanzato dell’intelligenza artificiale, con l’obiettivo di aumentare efficienza e redditività.
Questo approccio ha portato il margine EBITDA adjusted al 53% nel 2025, con obiettivi manageriali fino al 58% e potenzialmente al 60% nel medio periodo, mentre la crescita dei ricavi nello stesso anno ha raggiunto circa il 95%, sostenuta sia da sviluppo organico sia da acquisizioni. L’analisi sottolinea anche il ruolo della leva finanziaria, con circa 4,4 miliardi di debito a fronte di 1,1 miliardi di patrimonio netto, elemento che amplifica i ritorni ma aumenta il profilo di rischio.
Sul piano valutativo, un modello DCF suggerisce un valore equo intorno ai 33 dollari per azione, superiore di circa il 20% rispetto alla fascia media dell’offerta, mentre il confronto con il settore software evidenzia multipli simili ai peer ma su ricavi attesi e non storici.
Particolarmente rilevante è anche la “Rule of 40”, che combina crescita e margini: nel caso di Bending Spoons il punteggio risulterebbe eccezionalmente elevato, ma in parte influenzato dal contributo delle acquisizioni, con una possibile normalizzazione verso livelli più sostenibili nel lungo periodo. Nel complesso, Flax evidenzia un equilibrio tra opportunità e rischio: un modello altamente efficiente e redditizio, ma la cui sostenibilità della crescita dovrà essere attentamente monitorata nel passaggio verso una fase più matura.