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Fine della corsa per il mercato simbolo dell’hi-tech? È quanto si chiedono gli investitori, dopo la brusca inversione del ciclo dell’intelligenza artificiale che ha travolto oggi la Borsa di Seul, tra i mercati che più avevano beneficiato della corsa globale ai titoli tecnologici. Il Kospi ha chiuso la seduta con un ribasso del 9,99%, attivando nel corso della giornata i meccanismi automatici di sospensione delle contrattazioni e registrando la peggiore performance dal 4 marzo.
Samsung e SK Hynix sotto pressione
A guidare il sell-off in Corea sono stati i due colossi nazionali dei semiconduttori. Samsung Electronics ha terminato la seduta in calo del 12,3%, mentre SK Hynix ha ceduto il 12,5%, cancellando in poche ore centinaia di miliardi di won di capitalizzazione.
Le due società rappresentano ormai oltre la metà del valore complessivo del listino sudcoreano, una concentrazione che ha amplificato gli effetti della correzione. Solo il giorno precedente il Kospi aveva superato per la prima volta nella sua storia la soglia dei 9.100 punti, sostenuto dall’entusiasmo per le prospettive dell’intelligenza artificiale e dalla domanda di chip avanzati.
A pesare sul sentiment degli investitori sono state anche le recenti dichiarazioni delle autorità di vigilanza. Il presidente dell’organismo di controllo dei mercati finanziari sudcoreani ha espresso perplessità sull’approvazione accelerata degli ETF a leva collegati ai principali titoli del settore dei semiconduttori, strumenti introdotti soltanto nelle ultime settimane.
Le autorità hanno inoltre richiamato l’attenzione sul livello record raggiunto dal debito a margine utilizzato dagli investitori retail per acquistare azioni. Una combinazione che, secondo diversi osservatori, ha contribuito ad alimentare una dinamica speculativa sempre più fragile.
Un mercato dominato dagli investitori privati
Secondo gli analisti, l’elevata partecipazione degli investitori al dettaglio rappresenta uno dei principali fattori di vulnerabilità del mercato sudcoreano. L’utilizzo della leva finanziaria e la forte concentrazione degli acquisti su pochi titoli legati all’intelligenza artificiale hanno accentuato la volatilità e aumentato il rischio di movimenti estremi.
La correzione di oggi evidenzia come il rally registrato nei primi sei mesi dell’anno — con il Kospi in crescita di quasi il 95% dall’inizio del 2026 — abbia portato, secondo alcuni analisti, le valutazioni su livelli difficilmente sostenibili in presenza di un cambiamento del quadro macroeconomico o del sentiment globale.
Il contagio si estende ai mercati asiatici e oltre
La debolezza non si è limitata alla Corea del Sud. In Giappone il Nikkei 225 ha perso il 3,6%, mentre l’Hang Seng di Hong Kong ha ceduto oltre il 2%. In calo anche i principali listini cinesi, a conferma di un ridimensionamento generalizzato dell’esposizione degli investitori verso il comparto tecnologico asiatico.
Anche i future statunitensi segnano nuove pressioni in apertura, con il Nasdaq previsto in calo di oltre il 2%, segnale che la fase di correzione del settore potrebbe non essere ancora conclusa.
Peggiora il quadro sui mercati europei a circa un’ora e mezza dall’avvio delle contrattazioni, con il sell-off sul comparto tecnologico che si intensifica e condiziona l’intero listino. A Milano il Ftse Mib amplia le perdite fino a -1,7%, scendendo sotto la soglia dei 52mila punti e toccando un minimo intraday a 51.869. Il movimento è guidato in particolare da StMicroelectronics, che arriva a cedere fino al 7%, risultando il titolo più penalizzato del paniere.
Più debole la borsa di Amsterdam, che segna la flessione più marcata tra i principali listini (-1,8%), seguita da Francoforte in calo dell’1,5%. Parigi limita invece le perdite attorno a un -1%, mostrando una maggiore tenuta relativa nel contesto di generale correzione del settore tecnologico europeo.