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Nuovo passo in avanti di MPS nel processo di riorganizzazione. Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha approvato all’unanimità, insieme ai board di Mediobanca Premier e Banca Widiba, i progetti di scissione che rappresentano uno dei passaggi chiave del più ampio piano di riassetto del gruppo bancario.
Nel dettaglio, il CdA ha dato il via libera al progetto di scissione mediante scorporo di Mps a favore di Mediobanca Premier e al progetto di scissione parziale di Mediobanca Premier a favore di Banca Widiba. Il completamento delle operazioni societarie è previsto entro il quarto trimestre del 2026, subordinatamente all’approvazione delle assemblee degli azionisti e all’ottenimento delle autorizzazioni delle autorità competenti.
Il percorso verso l’integrazione con Mediobanca
Le delibere si inseriscono nel percorso strategico annunciato il 17 febbraio scorso e finalizzato alla creazione di un nuovo assetto industriale del gruppo. Il progetto prevede, oltre alla fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps, la separazione e il conferimento delle attività di corporate & investment banking e del private banking di fascia alta, comprese le branch estere dell’istituto di Piazzetta Cuccia.
Tali attività confluiranno in una società non quotata interamente controllata da Monte dei Paschi che assumerà la denominazione di Mediobanca Spa. Alla stessa entità sarà inoltre trasferita la partecipazione detenuta in Assicurazioni Generali, elemento considerato centrale nella ridefinizione degli equilibri strategici del futuro gruppo.
Un altro tassello del piano riguarda la razionalizzazione e l’integrazione delle reti di consulenti finanziari di Mediobanca Premier e Banca Widiba. L’obiettivo è rafforzare il presidio del wealth management e della consulenza patrimoniale attraverso una piattaforma distributiva più ampia e integrata, valorizzando le competenze maturate dalle due reti.
Sul tavolo le offerte di Banco Bpm e Intesa Sanpaolo
Parallelamente al progetto di integrazione con Mediobanca, il consiglio di amministrazione di Rocca Salimbeni continua a monitorare gli sviluppi del risiko bancario che coinvolge il gruppo.
Ieri, in una nota diffusa al termine della riunione, Mps ha confermato che “procedono, con il supporto degli advisor, le attività di analisi e valutazione preliminare” sia della proposta di potenziale aggregazione avanzata da Banco Bpm sia dell’Offerta pubblica di acquisto e scambio notificata da Intesa Sanpaolo due settimane fa.
La prossima riunione del CdA dedicata a questi dossier è stata fissata per il 16 luglio. Monte dei Paschi è assistita dagli advisor finanziari UBS e BofA Securities e dagli advisor legali BonelliErede e White & Case.
Le dichiarazioni di Lovaglio
Sul tema è intervenuto anche l’amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio. Questa mattina nel corso di una conferenza dei ceo bancari organizzata da Mediobanca. Il manager ha ribadito che il compito del consiglio è valutare tutte le alternative strategiche disponibili nell’interesse della banca.
“Siamo pienamente impegnati ad analizzare tutte le opzioni nell’interesse degli azionisti e degli stakeholder”, ha affermato Lovaglio, riferendosi implicitamente sia all’Opas promossa da Intesa Sanpaolo sia alla proposta di aggregazione presentata da Banco Bpm.
L’amministratore delegato ha inoltre richiamato il quadro regolamentare entro cui il board è chiamato a operare. Con riferimento alla passivity rule, che limita le iniziative difensive della società oggetto di un’offerta pubblica, Lovaglio ha osservato che la norma “esiste per proteggere tutti gli azionisti e la rispettiamo”. Un messaggio che conferma l’approccio prudente del management mentre il mercato attende di comprendere quale direzione prenderà il futuro assetto di Monte dei Paschi all’interno del consolidamento del sistema bancario italiano.
Lovaglio è tornato anche sul tema del consolidamento del sistema bancario italiano.
“Il consolidamento del mercato è importante, utile e salutare”, ha affermato il manager, sottolineando tuttavia che le operazioni di concentrazione devono garantire che il mercato continui a essere adeguatamente servito. Secondo Lovaglio, un sistema bancario efficiente deve assicurare l’accesso al credito per famiglie e imprese di ogni dimensione e favorire una rapida trasmissione del risparmio verso l’economia reale.
L’Ad di Mps ha evidenziato inoltre che “un buon sistema serve bene il Paese se la concorrenza è forte, non segmentata e con tutta la diversità richiesta in un mercato moderno”. Da qui il richiamo al ruolo di Monte dei Paschi, definita “uno dei più importanti player indipendenti” del panorama bancario nazionale. Una condizione che, secondo Lovaglio, rappresenta un valore per “i clienti, i dipendenti, le regioni nelle quali operiamo e, in definitiva, per il Paese”.