Economia

Mondiali calcio 2026, giro d’affari record per la Coppa del Mondo più ricca di sempre

Con il calcio d’inizio tra Messico e Sudafrica allo storico stadio Azteca di Città del Messico prende ufficialmente il via il Mondiale 2026, l’edizione più grande mai organizzata nella storia della Coppa del Mondo. Ma oltre all’aspetto sportivo, l’evento rappresenta soprattutto una gigantesca macchina economica destinata a ridefinire gli equilibri dell’industria globale dello sport.

La manifestazione, ospitata congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico, segna infatti il debutto del nuovo format a 48 squadre, con 104 partite distribuite nell’arco di 39 giorni. Un’espansione che non riguarda soltanto il calendario e il numero di nazionali coinvolte, ma soprattutto la capacità di generare ricavi.

Mondiali calcio 2026: quanto incasserà la Fifa

Secondo i dati riportati da Il Sole 24 Ore, il Mondiale 2026 porterà nelle casse della Fifa circa 11,5 miliardi di dollari, una cifra senza precedenti che da sola rappresenta oltre l’80% dei circa 14 miliardi di dollari attesi dall’organizzazione per l’intero ciclo quadriennale culminato quest’anno.

Il confronto con il recente passato rende ancora più evidente la portata del fenomeno. Il Mondiale del Qatar del 2022 aveva già stabilito un record storico, generando 6,3 miliardi di dollari di ricavi. Oggi, a distanza di appena quattro anni, la Fifa punta quasi a raddoppiare quel risultato grazie a una combinazione di fattori favorevoli: l’allargamento del torneo, il mercato nordamericano e una gestione diretta delle principali fonti di entrata.

La voce più importante resta quella dei diritti televisivi e media, che secondo le stime supererà i 5 miliardi di dollari. L’evento beneficia infatti di una collocazione geografica particolarmente vantaggiosa per gli orari di trasmissione nei principali mercati occidentali. A ciò si aggiunge una crescente strategia di monetizzazione digitale che vede la Fifa aprirsi anche a piattaforme come YouTube e TikTok per intercettare il pubblico più giovane e ampliare ulteriormente la platea globale.

Ticket e hospitality: giro d’affari record

Una crescita significativa arriva anche dal comparto ticketing e hospitality. Sempre secondo Il Sole 24 Ore, queste attività dovrebbero avvicinarsi complessivamente ai 3 miliardi di dollari. Il mercato statunitense, abituato alle logiche dello sport-entertainment, ha favorito un modello di pricing dinamico che rende il valore dei biglietti estremamente sensibile alla domanda. Emblematico il caso della finale del 19 luglio al MetLife Stadium di New York-New Jersey, dove i tagliandi più esclusivi arrivano a sfiorare gli 11mila dollari.

La risposta del pubblico è stata straordinaria. A gennaio la Fifa aveva registrato oltre 500 milioni di richieste di acquisto per i biglietti della competizione, mentre sarebbero già stati venduti più di 5 milioni di tagliandi su una disponibilità complessiva stimata tra 6,5 e 7 milioni.

Anche il fronte commerciale continua a rappresentare una miniera d’oro. Sponsorizzazioni e partnership legate al torneo dovrebbero garantire circa 2,7 miliardi di dollari, ai quali si aggiungono ulteriori 670 milioni provenienti dalle attività di licensing. Dalle multinazionali storicamente associate al calcio fino ai grandi marchi della tecnologia, dei servizi finanziari e dei beni di consumo, il Mondiale si conferma una piattaforma globale di marketing senza eguali.

Un altro elemento chiave è rappresentato dal nuovo modello gestionale adottato dalla Fifa. Dopo le esperienze degli ultimi tornei, la federazione internazionale ha scelto di controllare direttamente gran parte delle leve economiche dell’evento, affidando all’esterno soltanto alcune attività specialistiche come l’hospitality. Una scelta che ha consentito di trattenere una quota maggiore dei ricavi generati dalla competizione.

Se sul campo saranno i protagonisti a contendersi il trofeo più ambito del calcio mondiale, fuori dagli stadi la partita economica sembra già vinta. Il Mondiale 2026 si presenta infatti come il simbolo di un calcio sempre più integrato nell’economia globale dell’intrattenimento, capace di attrarre investimenti, audience e consumi su scala planetaria.

Più che una semplice competizione sportiva, la Coppa del Mondo è ormai una piattaforma industriale globale. E i numeri record previsti per questa edizione confermano come il pallone continui a essere uno degli asset più redditizi dell’economia dello sport.