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Giornata ad alto impatto tecnico per Piazza Affari, con il Ftse Mib chiamato a fare i conti con uno dei principali dividend day dell’anno. Sono 22 le blue chip impegnate nello stacco della cedola, con un effetto complessivo stimato sull’indice pari a circa -1,51%. Secondo le stime, soltanto le società del listino principale distribuiranno oltre 16 miliardi di euro.
Come da copione, nella giornata in cui sono staccati i dividenti è atteso un calo del listino (Milano ha aperto a -2,13% ndr). Segno che non è però necessariamente indicativo di vendite o di un deterioramento del sentiment di mercato. Lo stacco dei dividendi comporta infatti una rettifica automatica dei prezzi dei titoli coinvolti: all’apertura delle contrattazioni le azioni vengono adeguate al ribasso per un importo equivalente alla cedola distribuita.
Di conseguenza, anche il Ftse Mib registra una flessione “matematica”, legata al ricalcolo dell’indice e non all’andamento reale degli scambi.
Le società coinvolte e le cedole distribuite
Tra i principali gruppi impegnati nello stacco figurano Intesa Sanpaolo con un saldo di 0,19 euro per azione, Eni con la quarta tranche del dividendo da 0,27 euro, Assicurazioni Generali con una cedola di 1,64 euro e Azimut con 2 euro.
Coinvolte anche BPER Banca (0,56 euro), Banca Monte dei Paschi di Siena (0,86 euro), FinecoBank (0,79 euro), A2A (0,104 euro), Inwit (0,5543 euro), Italgas (0,432 euro), Nexi (0,30 euro), Unipol (1,12 euro) e Tenaris (0,5106 dollari).
Completano il quadro Amplifon (0,29 euro), Avio (0,14846 euro), Brunello Cucinelli (1,04 euro), Buzzi (0,70 euro), DiaSorin (1,30 euro), Lottomatica (0,44 euro), Moncler (1,40 euro), Recordati (1,34 euro) e Saipem (0,17 euro).
Piazza Affari si conferma mercato ad alto rendimento
La stagione dei dividendi continua a rappresentare uno degli elementi di maggiore attrattività del mercato italiano per gli investitori internazionali. A sostenere i payout sono soprattutto i risultati del comparto bancario, la solidità delle assicurazioni e la capacità di utility ed energetici di generare flussi di cassa stabili.
La politica dei dividendi continua inoltre a essere un elemento distintivo dell’azionario italiano, che in termini di dividend yield mantiene un primato in Europa: il rendimento medio del Ftse Mib stimato per il 2026 si attesta intorno al 4,2%, superiore sia al 3,9% del Btp decennale sia ai principali listini continentali, come il Dax tedesco fermo al 2,8% e il Cac40 francese al 3%.