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UBS ha aperto il 2026 con un trimestre da record, chiudendo i primi tre mesi dell’anno con un utile netto pari a 3 miliardi di dollari (quasi 2,6 miliardi di euro), in crescita dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2025 e ben oltre la stima di consenso LSEG di 2,8 miliardi. Gli utili operativi del gruppo hanno raggiunto i 14,2 miliardi di dollari (+13% annuo), con una performance che ha sovrastato le aspettative in quasi tutti i segmenti.
“All’inizio del secondo trimestre, i mercati mostrano una certa resilienza”, ha affermato la banca nel comunicato, precisando tuttavia che “i rischi restano elevati” e che “la situazione può cambiare rapidamente”.
- Investment bank da record: mercati azionari e cambi trascinano i ricavi
- Wealth management solido: $37,4 miliardi di afflussi netti
- Integrazione Credit Suisse: completata la migrazione dei clienti svizzeri
- Il nodo patrimoniale svizzero: la disputa con Berna
- Buyback e mercato: il titolo vola, nuovi riacquisti in arrivo
Investment bank da record: mercati azionari e cambi trascinano i ricavi
Il vero protagonista dei risultati del trimestre è l’investment banking. I ricavi della divisione Global Markets, corretti, sono cresciuti del 31% rispetto all’anno scorso, arrivando a 3,25 miliardi di dollari grazie agli ottimi risultati in azioni, cambi, tassi di interesse e credito. Bene anche la divisione Global Banking, con ricavi in aumento del 30%, soprattutto grazie a un trimestre particolarmente forte nel mercato dei capitali azionari.
Wealth management solido: $37,4 miliardi di afflussi netti
Anche il Global Wealth Management (GWM) ha offerto una prova convincente: il patrimonio gestito ha raggiunto 37,4 miliardi di dollari nel trimestre, con una crescita del 3,1% su base annua. La divisione Asset Management ha registrato afflussi netti per 14 miliardi di dollari (+2,7% annualizzato), sostenuta dallo slancio degli ETF e dai consistenti flussi sui conti a gestione separata (SMA). Il patrimonio investito complessivo del gruppo ammontava a 6.900 miliardi di dollari a fine trimestre.
Integrazione Credit Suisse: completata la migrazione dei clienti svizzeri
Il trimestre ha segnato anche un traguardo operativo fondamentale: a marzo UBS ha completato il trasferimento degli ultimi conti clienti registrati in Svizzera sulla propria infrastruttura, concludendo così la migrazione di circa 1,2 milioni di clienti a livello globale. I risparmi lordi sui costi cumulativi hanno raggiunto 11,5 miliardi di dollari a fine marzo, con ulteriori 0,8 miliardi generati nel solo primo trimestre grazie alla riduzione dell’unità Non-core e Legacy.
Il nodo patrimoniale svizzero: la disputa con Berna
Nel comunicato trimestrale non manca un riferimento alla controversia con il governo elvetico sui requisiti di capitale. La Svizzera ha da poco presentato un piano per evitare un’altra crisi alla Credit Suisse, che richiederebbe a UBS di accantonare circa 20 miliardi di dollari di capitale aggiuntivo e di trattare separatamente gli investimenti delle controllate estere nel calcolo del CET1. UBS ha ribadito il proprio impegno a partecipare “in modo costruttivo” al dibattito, pur avvertendo che la misura non cambierà il proprio modello di business diversificato né la presenza globale del gruppo.
Buyback e mercato: il titolo vola, nuovi riacquisti in arrivo
La notizia dei conti ha impresso una spinta decisa al titolo UBS, che ha guadagnato oltre il 5% nei primi scambi a Zurigo. Il gruppo ha confermato infine di essere “in linea” per completare il riacquisto di 3 miliardi di dollari di azioni entro la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre, avendo già riacquistato 900 milioni nel primo trimestre, aggiungendo di aver intenzione di procedere a ulteriori buyback entro fine anno, segnale di fiducia nella solidità del bilancio.