Fonte: mps
Al termine di tre giorni consecutivi di riunioni, il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi chiude il rapporto con Luigi Lovaglio. Il board ha deciso di revocare le deleghe all’amministratore delegato e di sospenderlo anche dalla carica di direttore generale, sancendo una sfiducia maturata nelle ultime ore. Nel corso della giornata sarebbe stata valutata anche l’ipotesi di dimissioni, che però non si è concretizzata. La decisione, già anticipata dalla stampa, fa seguito alla scelta del manager di candidarsi in una lista alternativa a quella presentata dal consiglio.
Nella nota diffusa al termine della riunione si legge che, “tenuto conto dell’inserimento del Dott. Luigi Lovaglio, quale candidato Amministratore Delegato, nella lista che si candida ad eleggere la maggioranza degli amministratori presentata da PLT Holding S.r.l. e PLT S.p.A., effettuati i necessari approfondimenti anche con l’ausilio di autorevoli consulenti esterni”, il cda “ha ritenuto di revocare le deleghe allo stesso conferite in qualità di Amministratore Delegato, avocando a sé tutti i relativi poteri, e deliberando altresì, con decorrenza immediata, la sospensione dalle mansioni coperte in qualità di Direttore Generale”.
Il nodo della lista Plt Holding
Nel dettaglio, la rottura si è consumata dopo la candidatura di Lovaglio nella lista presentata da Plt Holding della famiglia Tortora, azionista con una quota minoritaria, senza che la decisione fosse preventivamente condivisa con il board o comunicata al mercato. Un passaggio che ha irrigidito i rapporti e accelerato il confronto interno. L’iniziativa è arrivata mentre l’amministratore delegato era già stato escluso dalla lista del consiglio per il rinnovo dell’organo, che ha indicato come candidato alla guida della banca Fabrizio Palermo.
Il board della banca senese ha definito la gestione transitoria fino all’assemblea. La banca ha precisato che “la gestione delle attività ordinarie (…) viene assegnata al vice direttore generale Vicario Maurizio Bai, così garantendo la piena continuità delle attività della Banca”. A Bai spetterà quindi l’ordinaria amministrazione nella fase che precede il rinnovo del consiglio.
Il peso dei proxy advisor e dei grandi azionisti
In vista dell’assemblea del 15 aprile, il mercato guarda ora alle indicazioni che arriveranno dai principali proxy advisor internazionali. Già nei prossimi giorni sono attesi i report di Iss e Glass Lewis, i cui orientamenti di voto risultano spesso determinanti per indirizzare le scelte degli investitori istituzionali, in particolare dei fondi esteri presenti nel capitale della banca. A Rocca Salimbeni questi ultimi rappresentano una componente molto rilevante dell’azionariato: oltre il 60% del capitale è infatti detenuto da investitori istituzionali.
Tradizionalmente i grandi fondi scelgono di sostenere la lista presentata dal consiglio uscente, mentre in alternativa possono appoggiare la lista promossa da Assogestioni, che però punta normalmente a ottenere solo una rappresentanza di minoranza nel board. Nel caso specifico del Monte dei Paschi, tuttavia, l’esito della partita assembleare potrebbe dipendere anche dalle decisioni dei principali azionisti stabili. Tra questi spicca Delfin, la holding degli eredi di Leonardo Del Vecchio, che con una quota pari al 17,5% del capitale rappresenta uno dei soci più influenti e il cui orientamento di voto – o un’eventuale astensione – potrebbe incidere sugli equilibri finali dell’assemblea.