Fiducia in risalita sull’economia italiana: il Sentiment Index CFA Society Italy ai massimi dal 2022
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Il clima di fiducia degli operatori finanziari sull’economia italiana continua a rafforzarsi e torna sui livelli più elevati degli ultimi quattro anni. È quanto emerge dall’indagine condotta da CFA Society Italy insieme a Il Sole 24 Ore Radiocor tra il 19 e il 31 gennaio 2026, su un campione di professionisti del settore finanziario. I risultati delineano un quadro complessivamente stabile a livello globale, ma con aspettative in miglioramento per il nostro Paese nei prossimi mesi.
Fiducia in ripresa sull’Italia: la survey di CFA Society Italy
Secondo il sondaggio, oltre il 70% degli intervistati ritiene che la situazione economica italiana sia stabile, mentre circa un operatore su dieci la giudica positiva. Una lettura simile caratterizza anche il contesto europeo e statunitense, dove prevale la percezione di un equilibrio congiunturale senza segnali evidenti di accelerazione o peggioramento nel breve periodo.
Le prospettive a sei mesi mostrano tuttavia un rafforzamento del sentiment sull’Italia. Cresce la quota di chi si aspetta uno scenario invariato e diminuisce sensibilmente il numero di pessimisti. Il saldo tra attese positive e negative si attesta a -3,4, valore che definisce il “CFA Society Italy – Radiocor Sentiment Index” di febbraio 2026. L’indicatore recupera 8 punti rispetto alla rilevazione precedente e, pur restando leggermente in territorio negativo, torna sui livelli più alti dal marzo 2022, segnalando un significativo miglioramento della fiducia degli operatori.
Anche le aspettative sull’economia europea risultano in lieve progresso, mentre per gli Stati Uniti sembra interrompersi la revisione al rialzo delle stime che aveva caratterizzato i mesi passati, lasciando spazio a valutazioni più prudenti.
Inflazione e politiche monetarie
Sul fronte dei prezzi, gli operatori prevedono in Europa una fase di sostanziale stabilità dell’inflazione, dopo un lungo periodo dominato da attese di rallentamento. Negli Stati Uniti, invece, rimane alta l’attenzione su possibili pressioni inflazionistiche.
Per quanto riguarda le banche centrali, il consenso indica tassi a breve invariati nell’area euro nei prossimi mesi. Negli Stati Uniti, al contrario, si rafforzano le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, anche in vista del prossimo cambio al vertice dell’istituto centrale. Una mossa che potrebbe riflettersi in una riduzione dei rendimenti sulle scadenze più brevi. Sui tratti lunghi delle curve obbligazionarie prevale invece l’ipotesi di rendimenti stabili o in moderato aumento, in un contesto in cui resta alta l’attenzione degli investitori alla sostenibilità dei debiti pubblici e alla possibile permanenza di curve dei rendimenti inclinate.
Mercati finanziari: Europa più favorita, cautela su Wall Street
Dopo una fase prolungata di prudenza, migliora il sentiment verso le borse europee, per le quali gli operatori iniziano a prevedere un andamento complessivamente positivo. Rimane invece più cauto l’atteggiamento nei confronti dei listini statunitensi, riflettendo anche una crescente ricerca di diversificazione geografica dopo anni di forte sovraperformance del mercato USA.
Sul mercato valutario continua a prevalere lo scenario di un dollaro in progressivo indebolimento rispetto all’euro, mentre lo yen è atteso in rafforzamento. Quanto alle materie prime energetiche, il giudizio sul petrolio torna su posizioni neutrali, dopo un lungo periodo in cui avevano dominato aspettative prevalentemente negative sull’andamento delle quotazioni.
Nel complesso, l’indagine di febbraio restituisce l’immagine di operatori finanziari più fiduciosi sull’Italia e moderatamente costruttivi sull’Europa, pur in un contesto globale che continua a essere caratterizzato da prudenza e attenzione ai principali rischi macroeconomici.