Economia

Bonus Giorgetti: come funziona l’incentivo per chi rinuncia alla pensione anticipata

Il governo ha scelto la via più semplice per frenare l’uscita anticipata dal lavoro: pagare subito chi resta. Con il “Bonus Giorgetti”, partito ufficialmente quest’estate, i lavoratori dipendenti che hanno maturato i requisiti per la pensione anticipata ma decidono di continuare a lavorare riceveranno direttamente in busta paga i contributi che normalmente verserebbero all’Inps.

Parliamo di una quota pari al 9,19% della retribuzione lorda nel privato (8,89% nel pubblico), che diventa netto in busta paga perché non soggetto a tassazione. In termini pratici: uno stipendio lordo da 2.000 euro al mese genera circa 180 euro aggiuntivi; con 2.500 euro lordi il bonus vale oltre 220 euro.

Chi può richiederlo

L’incentivo si rivolge a chi, entro il 31 dicembre 2025,  matura la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 e 10 mesi per le donne) o i requisiti di Quota 103 (62 anni d’età e 41 di contributi). La scelta va formalizzata con una domanda all’Inps, che verificherà i requisiti e autorizzerà il datore di lavoro a riconoscere la somma.

Pro e contro

Il beneficio è chiaro: più liquidità subito. Per un reddito lordo di 40mila euro annui, l’aumento in busta paga supera i 3.000 euro l’anno, con picchi stimati fino a 6.900 euro nei casi più alti. Un incremento che il lavoratore percepisce mese per mese, senza dover attendere il calcolo futuro dell’assegno previdenziale.

Il rovescio della medaglia è una pensione leggermente più bassa. Rinunciando ai propri contributi, il montante cresce solo grazie alla quota datoriale. L’impatto varia: trascurabile se il bonus viene usato per pochi mesi, più sensibile se la rinuncia dura anni.
In altre parole: il Bonus Giorgetti è un’arma a doppio taglio. Conviene a chi punta a massimizzare il reddito nell’immediato, meno a chi guarda a una pensione solida e duratura.

Decorrenza e tempi di pagamento

La circolare Inps 102 del 16 giugno ha fissato regole e tempistiche, specificando che:

  • per i dipendenti che maturano i requisiti di Quota 103, i primi pagamenti sono scattati il 2 agosto per i fondi speciali (trasporti, poste, volo);
  • al 1° settembre partono i riconoscimenti per i lavoratori privati;
  • nel pubblico, i primi accrediti arriveranno il 2 ottobre e il 1° novembre, in base al fondo di appartenenza;
  • per chi accede con la pensione anticipata ordinaria, la finestra è più breve: tre mesi, contro i sette dei privati e i nove dei pubblici che vanno in Quota 103.

Domanda e durata

La richiesta va presentata online all’Inps (tramite Spid, Cie o Cns), tramite patronati o contact center. L’incentivo è esercitabile una sola volta nella vita lavorativa e resta valido fino a quando il dipendente non sceglie la pensione o raggiunge l’età di vecchiaia.

Un bilancio ancora provvisorio

Finora le domande sono state poco più di 7mila in due mesi, dopo la circolare che ha dato il via alla misura. Un numero ancora limitato, ma che l’Inps giudica in crescita. Molti lavoratori non conoscono il bonus, altri valutano pro e contro prima di fare richiesta.

Il provvedimento ha carattere temporaneo: scade il 31 dicembre 2025. Entro fine anno il governo dovrà fare un bilancio e decidere se prorogarlo nel 2026.