Economia

Dazi: non si escludono tariffe universali. E ora Goldman Sachs vede economia Usa nei guai seri

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Sebbene non si conosca ancora l’entità della nuova tornata di dazi Usa, ovvero quelli che saranno comunicati il prossimo 2 aprile, il quotidiano economico Wall Street Journal ha riferito che il dibattito alla Casa Bianca si sta concentrando su due opzioni principali, ovvero quella di imporre tariffe personalizzate per i partner commerciali degli Stati Uniti o, in alternativa, optare per dazi universali del 20% che colpirebbero tutti i Paesi che hanno scambi commerciali con gli Usa.

Goldman Sachs peggiora view sull’economia

In attesa di dichiarazioni ufficiali da Washington, una cosa è certa: l’inasprirsi della politica commerciale protezionistica abbracciata dal presidente Usa Donald Trump rischia di mettere sotto stress l’economia Usa. Tutto il contrario di quelle che appaiono le intenzioni del neo inquilino della Casa Bianca, ovvero quello di rafforzare l’economia statunitense. Ne sono convinti gli analisti di Goldman Sachs che, alla viglia dell’introduzione dell’ultima tornata di tariffe, ha rivisto al rialzo le previsioni sull’economia Usa di inflazione e disoccupazione, peggiorando allo stesso tempo quelle sulla crescita economica.

In una nota pubblicata domenica, la banca d’affari Usa ha spiegato:

“Continuiamo a credere che il rischio derivante dai dazi del 2 aprile sia maggiore di quanto molti operatori di mercato abbiano precedentemente ipotizzato”.

Inflazione al di sopra dell’obiettivo FED

Entrando nel dettaglio delle previsioni, per quanto riguarda l’inflazione, le ultime stime di Goldman prevedono che il suo indice di riferimento, ovvero quello che esclude i prezzi di cibo ed energia, raggiungerà il 3,5% nel 2025, con un aumento di 0,5 punti percentuali rispetto alla previsione precedente e ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della Federal Reserve.

Questo a sua volta si tradurrà in una crescita economica debole. Le ultime previsioni della banca americana mettono in conto una crescita annualizzata dello 0,2% nel primo trimestre e dell‘1% per l’intero anno con un calo di 0,5 punti percentuali rispetto alla previsione precedente. Peggiorano anche le stime sul mercato del lavoro con un tasso di disoccupazione del 4,5%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto alla precedente previsione.

Complessivamente, Goldman prevede ora una probabilità di recessione del 35% nei prossimi 12 mesi, rispetto al 20% della previsione precedente.

Tre tagli dei tassi

Le previsioni di Goldman indicano dunque una crescente possibilità che l’economia Usa finisca in stagflazione, ovvero una fase caratterizzata da bassa crescita e inflazione alta. L’ultima volta che gli Stati Uniti sono finiti in stagflazione è stato tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80. All’epoca, la Fed guidata da Paul Volcker aumentò drasticamente i tassi di interesse, mandando l’economia in recessione perché la banca centrale scelse di combattere l’inflazione piuttosto che sostenere la crescita economica.

Questa volta non sarà così. La banca Usa prevede infatti che la Fed taglierà il tasso di riferimento tre volte quest’anno, con incrementi di un quarto di punto percentuale, rispetto alla precedente previsione di due tagli dei tassi.

“Abbiamo anticipato al 2025 il taglio solitario del 2026 previsto dalla Fed e ora ci aspettiamo tre tagli consecutivi quest’anno a luglio, settembre e novembre, il che lascerebbe invariata la nostra previsione di tasso finale al 3,5%-3,75%”, hanno dichiarato gli economisti di Goldman.

Verso dazi universali?

Sebbene non si conosca ancora l’entità dei prossimi dazi Usa, secondo il quotidiano economico Wall Street Journal, l’amministrazione repubblicana starebbe lavorando per definire che tipo di dazi imporre il 2 aprile. Il presidente – si legge sul giornale – sarebbe propenso ad adottare tariffe reciproche. Ma non solo esclusi dazi universali del 20%, che colpirebbero tutti i Paesi che hanno scambi commerciali con gli Usa

Tuttavia, parlando con i giornalisti, Trump ha spiegato che “i dazi saranno molto più generosi, saranno più miti di quelli che questi Paesi hanno concesso agli Stati Uniti d’America nel corso dei decenni”. Questi Paesi “ci hanno truffato come nessun altro paese è mai stato truffato nella storia”.

Dopo l’acciaio e l’alluminio, e prima delle automobili, mercoledì il presidente americano intende annunciare i cosiddetti dazi doganali “reciproci”, che cambieranno le regole del gioco del commercio globale. Nessun dettaglio è arrivato sui Paesi coinvolti.