Un trio di fisici ha dato un contributo ai sistemi di previsione del Pil basato su un approccio assai diverso da quelli tradizionali e che si è rivelato assai più preciso. Pubblicato sulla prestigiosa rivista Scientific Reports nell’ottobre 2012, il nuovo metodo è stato implementato nei metodi di calcolo della Banca Mondiale.
Alla base del sistema c’è l’individuazione di un concetto chiamato economic fitness. Questo aspetto è stato chiarito in termini semplici da uno degli autori del paper, Luciano Pietronero, a Forbes Italia: “L’economic fitness può essere definita la competitività intrinseca industriale, quanto sei bravo a fare qualche cosa. Ed è in sostanza la somma di tutti i prodotti, pesata dalla loro complessità, dove quest’ultima è calcolata tenendo presente possibili handicap”.
Sulla base di questo elemento, sostengono gli autori, è possibile spiegare perché la crescita cinese negli ultimi anni ha sempre ottenuto risultati migliori rispetto alle previsioni: la competitività dei suoi prodotti è rimasta, in ogni fase dello sviluppo, sempre alta rispetto a quella dei concorrenti; un fatto al quale corrisponde una forte economic fitness. Secondo quanto affermano gli autori su Scientific Reports quello messo a punto è “l’approccio più semplice e corretto per misurare la competitività dei Paesi”.
L’analisi ritiene che il dato più rilevante per prevedere l’andamento del Pil siano le esportazioni, processate attraverso un algoritmo matematico che è “ispirato da due principi: il primo è che più prodotti fai e meglio è, però i prodotti vengono pesati dalla loro complessità; il secondo prevede un handicap a un certo prodotto corrispondente ai Paesi di minimo livello che lo producono”.