Usa, assunzioni deludono le attese: dollaro si indebolisce sull’euro
Il rapporto JOLTs sul numero di assunzioni negli Stati Uniti ha deluso le attese. Il risultato di 6,082 milioni di unità è infatti inferiore al 6,135 milioni di assunzioni previste. Il livello, pur restando alto rispetto alla media storica, sta influendo negativamente sul dollaro. L’euro, favorito dall’allentamento delle tensioni in Catalogna, ha toccato i massimi di seduta a quota $1,1857.
Il numero di licenziamenti volontari è stato pari a 3,124 milioni, anche in questo caso sotto le attese. Si tratta di una cifra che viene considerata un segnale di fiducia nel mercato del lavoro: gli americani sono disposti a lasciare il proprio posto di lavoro se sono convinti di trovare un impiego con condizioni migliori o meglio remunerato.
Tra i prossimi dati macro ed eventi di rilievo per l’andamento del dollaro e per conoscere lo stato di salute dell’economia Usa, che potrebbero cambiare i piani della Fed (sebbene sia ormai da dare quasi per scontato un rialzo dei tassi di interessea dicembre), si segnalano i verbali della banca centrale americana, le vendite al dettaglio e l’indice di inflazione Usa.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo