Bce, Draghi dà la carica ai bond del sud d’Europa
Mentre le Borse europee fanno fatica stamattina, con i trader che segnalano l’andamento positivo dell’euro come uno dei fattori penalizzanti determinanti per le società quotate nei listini azionari denominati in euro, i titoli obbligazionari sono ben intonati. Da ieri i Bond dell’area periferica dell’Eurozona si stanno rafforzando, favoriti dalle parole accomodanti di Mario Draghi.
Draghi ha detto che non si è parlato di tapering e che la Bce è pronta a incrementare le misure straordinarie di stimolo monetario “se necessario”. Detto questo, nonostante quello che voglia far credere il presidente della Bce e un’inflazione ancora fredda, se l’economia continuerà a rafforzarsi nel 2018 verranno ridotte quasi certamente la mole e la gittata del piano di Quantitative Easing, che ha offerto un supporto importante a Btp, Bonos e altri titoli dei paesi più indebitati e vulnerabili dell’area. I primi dettagli sul programma di tapering dovrebbero essere svelati a settembre.
Dall’estate del 2014, quando per la prima volta Draghi ha annunciato che la Bce avrebbe varato un programma di acquisto di titoli del debito, i rendimenti dei Bond di Spagna, Portogallo e Italia sono scesi nettamente (vedi grafico). Secondo Fidelity non ci saranno incidenti con il tapering e il mercato dei Bond europei non subirà gravi scossoni.

Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.