Elezioni Francia, sale la tensione. Bond elettrici: tassi Oat sopra l’1%
Sul fronte del mercato obbligazionario europeo si sta allargando lo spread tra Oat francesi e Bund europei, che ieri aveva superato i 70 punti base. Oggi è in netto rialzo il rendimento dei titoli di Stato francesi all’avvio delle contrattazioni sul mercato secondario telematico Mts. Il titolo del Bond governativo decennale di riferimento francese (l’Oat con consegna novembre 2026 e cedola dello 0,25%) scambia infatti nella prima mattinata a un tasso superiore all’1% (1,04%) una percentuale che si confronta con il rendimento dello 0,93% registrato nel finale ieri.
Le incertezze sulle elezioni presidenziali francesi, con il primo turno in calendario il prossimo 23 aprile, iniziano a trasferirsi sui corsi dei mercati finanziari e dei Bond, anche perché stando agli ultimi sondaggi la coppia di testa Macron-Le Pen (23% dei consensi al primo turno) viene tallonata dal duo Fillon-Mélenchon (19%). Gli Oat decennali venerdì registravano un rendimento dello 0,88%.

Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo