Grecia si piega ancora all’austerity: accordo coi creditori su pensioni e tasse
Per poter rimanere a galla la Grecia sta per piegarsi ancora alla legge dell’austerity. Secondo le ultime indiscrezioni il paese fortemente indebitato starebbe infatti per stringere uno storico accordo con i creditori sulla riforma delle pensioni e delle tasse, un piano che consentirebbe di sbloccare la nuova tranche di aiuti indispensabile perché le finanze di Atene non facciano crac. Il primo ministro della Grecia Alexis Tsipras, tuttavia, ha avvertito che bisognerà convocare un summit straordinario dei leader dell’area euro se un’intesa non viene raggiunta entro venerdì 7 aprile.
Al termine dei colloqui tenuti ieri con la Grecia, le autorità creditrici europee hanno fatto sapere di essere vicine a un compromesso con il paese dell’Eurozona. Il governo Tsipras si impegnerà a ridurre le spese per le pensioni dell’1% del Pil nel 2019 e ad abbassare con un taglio di simile entità la soglia dei redditi che vengono risparmiati dalle imposizioni fiscali nel 2020, secondo quanto riferito da più fonti ai media. Le misure fiscali saranno anticipate di un anno se la Grecia non dovesse centrare l’obiettivo di avanzo primario, che esclude gli interessi sul debito pubblico, nel 2018.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocitĂ per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.