Petrolio sotto pressione, fondi hedge chiudono posizioni lunghe a ritmi record
Tra le materie prime, convinti che i prezzi scivoleranno sotto l’area dei 50 dollari al barile, gli hedge fund stanno chiudendo le posizioni lunghe nette sul petrolio a un ritmo record. Gli analisti di UBS sono convinti che le pressioni al ribasso continueranno a farsi sentire sul greggio. Detto questo Bhanu Baweja, Global Head of EM Cross Asset Strategy della banca svizzera, non pensa che i prezzi del petrolio scenderanno sotto la soglia dei 40 dollari al barile (contratto Wti). È molto possibile, invece, secondo lo strategist che le quotazioni rimangono sotto quota $45 “per un po’ di tempo”.
I timori circa l’offerta in eccesso continueranno ad avere il loro peso, mentre sul fronte della domanda, in India e in Cina i livelli “sono molto, molto alti, sebbene anelastici”. Al momento i due future su Brent e Wti scambiano in flessione di circa mezzo punto percentuale. Il mese scorso, per la prima volta nella storia, i fondi hedge detenevano oltre un milione di barili di petrolio in portafoglio, nella speranza che le misure per ridurre la produzione di petrolio decise dall’Opec abbiano successo. Da allora i fondi speculativi hanno tuttavia iniziato a vendere e ora siamo entrati nella terza settimana consecutiva di alleggerimento delle posizioni, anche per via delle prospettive di un aumento di altri 109 mila barili al giorno del petrolio prodotto dai gruppi statunitensi di gas di scisto (dati AIE).

Breaking news
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.
La Borsa di Tokyo ha registrato un calo, influenzata dalle tensioni in Medio Oriente e dalle previsioni deludenti di Broadcom. Il settore tecnologico, in particolare i titoli dei chip, ha subito una forte pressione, trascinando l’indice Nikkei in ribasso. Gli investitori mostrano cautela riguardo alla stabilità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Dati economici misti sul Giappone aggiungono ulteriori incertezze sul mercato.
Consob ha approvato la pubblicazione del prospetto di follow-on relativo all’offerta e all’ammissione alle negoziazioni sul mercato regolamentato Euronext Milan di azioni ordinarie di nuova emissione di Trevifin rivenienti da un aumento di capitale in opzione