Usa, prezzi alla produzione sorprendono con rialzo più forte delle stime
Nel giorno in cui ha inizio l’attesa riunione di politica monetaria della Federal Reserve, in cui la banca centrale americana dovrebbe imporre la seconda stretta monetaria in tre mesi di tempo, arrivano notizie dal fronte dell’inflazione. I numeri rimangono solidi, senza grandissime sorprese. I prezzi alla produzione sono saliti dello 0,3% in febbraio su base mensile, un rialzo più accentuato delle previsioni che erano ferme al +0,1%, ma una variazione positiva della metà meno intensa rispetto al mese precedente (+0,6%).
Sempre in febbraio i prezzi alla produzione sono cresciuti del 2,2% su base annuale, sopra le stime che erano per un incremento dell’1,9% e sopra i livelli registrati a gennaio (+1,6%). Per i prezzi alla produzione si tratta del tasso di rialzi più sostenuto degli ultimi cinque anni. Già prima della pubblicazione di questi dati, che offrono la conferma di un’inflazione in salita, il rialzo dei tassi della Federal Reserve veniva ormai dato per scontato al 100% dai mercati finanziari.

Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo