Bce, tassi e QE: tutto immutato. Ma Draghi potrebbe annunciare ritocchi
Tassi di interesse e Quantitative Easing: tutto resta immutato per il momento in Eurozona. Ma Mario Draghi, il presidente della Bce, potrebbe annunciare ritocchi vista la risalita in febbraio dell’inflazione sui target del 2% della banca centrale.
Come largamente atteso dai mercati, il consiglio direttivo della Bce ha deciso di confermare lo status quo su tutti e tre i principali tassi di riferimento. Anche la manovra di Quantitative Easing, che da aprile a dicembre prevede che i titoli societari e di Stato acquistati scendano a quota 60 miliardi al mese da 80 miliardi, è stata lasciata invariata.
Sui mercati, dopo che la Bce ha mantenuto invariato allo zero il costo del denaro e al -0,4% il tasso sui depositi, mentre quello marginale rimane allo 0,25%, l’euro si è leggermente indebolito sul dollaro, prima di recuperare in fretta il terreno perso per strada. La banca ha detto che i tassi dovrebbero restare sui livelli attuali o più bassi per un periodo prolungato”. I bond dell’area periferica cedono quota dopo aver ricevuto tali indicazioni.
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Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
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American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La societĂ prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.