Gestore VanEck: cosa aspettarsi dall’oro nelle prossime sedute
Così Joseph Foster, Gold Stategist e Portfolio Manager di VanEck, condivide le sue prospettive mensili per il mercato globale dell’oro, mettendo in evidenza come il bene rifugio per eccellenza stia beneficiando del calo di fiducia che attanaglia i mercati.
I rischi legati alla presidenza Trump iniziano ad assumere contorni più netti, generando incertezza sui mercati e contribuendo all’avvio incoraggiante dell’oro e dei titoli auriferi nel 2017.
A gennaio l’oro ha guadagnato il 5,1% e i titoli auriferi sono saliti del 13,7% a causa del calo della fiducia degli investitori e della debolezza del dollaro statunitense.
La distinzione tra negoziazione di oro fisico e cartaceo comprova le caratteristiche uniche dell’oro inteso come attività finanziaria e non come materia prima tradizionale.
Cina e India sono i maggiori consumatori di oro, ma in genere la domanda di investimenti occidentale rappresenta il principale volano dei prezzi per il metallo giallo.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo