Bce invoca bad bank per crediti deteriorati. Nuovo scontro con la Germania?
La Bce appoggia la creazione di bad bank garantite dai governi dell’Eurozona per far fronte al problema dei crediti deteriorati nell’area euro. E’ quanto riporta Reuters, aggiungendo che l’appello è arrivato dal vicepresidente Vitor Constancio, che ha detto chiaramente di auspicare un intervento dell’intera Unione europea, per creare società di gestione degli asset che si adeguino alle norme europee.
Constancio, numero due della Bce ha spiegato che il compito delle bad bank dovrebbe essere quello di acquistare parte di quei crediti erogati dalle banche e non ripagati, del valore di 1 trilione di euro, che hanno pesato sulle banche dell’Eurozona dalla crisi finanziaria. Meno di una settimana fa, la Germania ha bocciato senza esitazione la proposta dell’Eba – autorità bancaria europea – sulla creazione di una bad bank dell’Ue, opponendosi a un progetto che riguarda soprattutto i crediti deteriorati di pochi paesi, come Italia, Cipro e Portogallo.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo