I consigli di investimento di Neptune Investment su Usa, Giappone ed Europa
Il Ceo e fondatore di Neptune Investment Management Robin Greffen è convinto che la nuova amministrazione Trump, in coalizione con il partito Repubblicano che ha il controllo del Congresso, porterà avanti un paio di riforme su cui hanno le stesse idee: tagli fiscali e de-regulation. Entrambe le manovre sono favorevoli alla crescita dell’economia. Il problema per il governo rimarranno i costi di finanziamento di un debito federale monstre, dal momento che i tassi di interesse continueranno a salire.
Un altro paese il cui azionario viene visto positivamente da Greffen è il Giappone, dove i tassi in rialzo hanno avuto l’effetto positivo di svalutare lo yen, viste anche le politiche adottate dalla Bank of Japan che hanno tenuto i tassi decennali legati allo zero. Se si tiene conto delle politiche interne favorevoli e del contesto macro globale, le Borse giapponesi dovrebbero salire di prezzo.
Per chi non vuole correre pericoli è invece meglio stare lontani dall’Europa dove la volatilità la farà da padrone in un anno di incertezze politiche ed elezioni in Germania, in Francia, Olanda e possibilmente Italia. In ogni caso anche qui le opportunità di incassare ritorni dagli investimenti superano i rischi.
Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.