Fed alza i tassi dallo 0,50% allo 0,75. Altri tre rialzi nel 2017
Così come preannunciato dallo stesso andamento dei futures sui fed funds, che davano la mossa ormai certa, la Federal Reserve di Janet Yellen ha alzato i tassi Usa. Il rialzo è stato di un quarto di punto percentuale, e ha portato i tassi dallo 0,50% allo 0,70%.
Così il numero uno della Fed Yellen, nella conferenza stampa seguita all’annuncio della Federal Reserve:
“E’ importante che le famiglie e le aziende capiscano che io e i miei colleghi riteniamo che il trend dell’economia Usa sia solido. Il mercato del lavoro è solido e l’economia è resiliente”. Di conseguenza, i funzionari della Fed hanno rivisto al rialzo le loro proiezioni per il 2017 da due a tre rialzi dei tassi.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unitĂ rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play