Referendum: investitori tengono d’occhio “l’indice della paura”, lo Spread
Prima e dopo il referendum costituzionale gli investitori terranno d’occhio soprattutto il cosiddetto “indice della paura”: non il VIX sulla volatilità bensì lo Spread tra Btp e Bund. Nelle ultime settimane il differenziale si è ampliato di 60 punti base in 60 giorni di tempo, salendo anche 188 punti base ma senza mai avvicinarsi alla soglia di pericolo dei 200 punti base. Lo Spread si è anzi ristretto mentre si avvicina l’appuntamento con il voto popolare ed è merito della Banca centrale europea.
Alcuni analisti stimano che in caso di vittoria del No lo Spread possa assestarsi fino a 220 punti base ma non oltre, visto lo scudo tenuto pronto della Bce. Alla riunione che si terrà l’8 dicembre, quattro giorni dopo il referendum sulle riforme costituzionali italiane, Mario Draghi dovrebbe estendere di sei mesi il piano di acquisto di titoli obbligazionari. Oggi lo Spread quota 167 punti base e il tasso sul Btp decennale italiano scende di 9,5 punti base.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.