Wall Street giù in attesa Fed. I titoli migliori e peggiori e l’alert volatilità
Wall Street negativa, in attesa della pubblicazione delle minute della Fed che, si spera, faranno chiarezza sull’intenzione di Janet Yellen e del Fomc di alzare i tassi o meno nel corso del 2016.
Le minute – che sono relative all’ultima riunione del Fomc dello scorso 26-27 luglio – saranno rese note alle 20 ora italiana.
Sotto pressione tutti e tre gli indici azionari Usa Dow Jones, lo S&P e Nasdaq Composite fanno dietrofront.
Di seguito i titoli migliori e peggiori del Dow Jones.


Su Cisco, si attende l’annuncio ufficiale sui nuovi licenziamenti decisi dal colosso, che dovrebbe arrivare dopo la fine della sessione a Wall Street. Si parla di 14.000 tagli.
Sull’andamento futuro dell’azionario Usa, un segnale sicuramente poco confortante arriva dal cosiddetto “indice della paura”, ovvero dall’indice CBOE Volatility Index (VIX), che misura la volatilità implicita e che al momento balza oltre +6%.
Il co-fondatore di 720 Global Michael Lebowitz, intervistato da MarketWatch, fa notare come al momento non ci sia paura a Wall Street:
“Le contrattazioni sui mercati azionari Usa stanno andando avanti come se stessimo vivendo una pigra estate, in aperto contrasto con i rischi che molti di noi intravedono, in merito alle elezioni (Usa)”.
E i movimenti della volatilità di oggi, con l’indice che schizza verso l’alto, indicano per l’appunto che probabilmente gli investori stanno iniziando a rendersi conto come non ci siano i presupposti, al momento, per essere del tutto tranquilli. A dispetto dei recenti record messi a segno dall’azionario.

Tornando ai titoli, a perdere oggi sono soprattutto quelli del settore retail come Low’s, oltre -6% dopo che i risultati di bilancio e le stime hanno deluso le attese; Target, anche in questo caso oltre -6% dopo aver tagliato le stime, e Staples, quasi -8%, dopo che la società ha assistito a una perdita di bilancio, causa l’impatto di oneri di un valore di quasi $1 miliardo.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.