Fisco: entrate in rialzo, per ministero economia è effetto Pil e bonus 80 euro
ROMA (WSI) – Nel 2015 le entrate fiscali sono aumentate, sulla scia della ripresa del Entrate fiscali in aumento nel 2015, per effetto della ripresa del Pil e anche del bonus di 80 euro. E’ quanto rende noto il ministero dell’Economia, precisando che lo scorso anno le entrate tributarie e contributive sono salite +1,6% (pari a 10,545 miliardi) rispetto al 2014. L’incremento è avvenuto per il rialzo delle entrate tributarie (+1,5%) e, in termini di cassa, di quelle contributive (+1,7%).
Il Tesoro ha sottolineato in una nota che il trend delle entrate:
“oltre a risentire del miglioramento della congiuntura economica come ha certificato l’Istat (+0,8%), riflette anche l’effetto di alcune importanti misure adottate dal governo che hanno influenzato il gettito delle imposte dirette, quali il bonus 80 euro, la revisione della tassazione delle attività finanziarie e l’incremento dell’imposta sostitutiva sul risultato netto di gestione dei fondi pensione“.
Riguardo alle imposte dirette:
“le entrate Irpef sono state influenzate da un diverso meccanismo di contabilizzazione, per garantire al contribuente che si avvale dei sostituti d’imposta un rimborso immediato dei crediti risultanti dalle dichiarazioni fiscali”.
Mentre sulle imposte indirette:
“effetti positivi sul gettito Iva sono stati determinati dall’introduzione del sistema di scissione dei pagamenti split payment per i fornitori della pubblica amministrazione e dall’estensione dell’inversione contabile reserve charge ad alcuni settori dell’economia”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.