Rublo: il crollo record continua a 85,8 su dollaro. Effetto petrolio
MILANO (WSI) – La svalutazione del rublo continua, con la valuta russa che aggiornare il nuovo minimo record : stamattina la moneta russa ha toccato le 85,80 unità per dollaro, prima di rafforzarsi alle 84,28 attuali. Soffrono anche i titoli di stato russi a scadenza quinquennale, il cui rendimento è salito di 13 punti base, all’11,05%, il più alto dalle turbolenze finanziarie dell’ottobre 2014.
Ancora una volta è il petrolio, una delle primarie fonti di finanziamento russe a incidere, con la debolezza dei prezzi al barile, sotto i 28 dollari (il Brent attualmente è a quota 27,85, in calo dello 0,11%). Nonostante il deprezzamento il rublo resta più caro del 26% in termini relativi rispetto al calo del greggio: ciò riduce le entrate in moneta nazionale derivanti dalle esportazioni energetiche.

Breaking news
Apertura negativa per Wall Street con il Nasdaq in forte ribasso. I timori di un aumento dei tassi d’interesse si intensificano dopo un solido rapporto sull’occupazione. Il Dow Jones e lo S&P 500 mostrano andamenti contrastanti, mentre il prezzo del petrolio Wti scende al Nymex.
L’entrata nel Blocco A1 è in linea con la strategia esplorativa di Eni che mira a creare un portafoglio geograficamente diversificato
Nel primo trimestre del 2026, il PIL dell’Eurozona ha subito una flessione dello 0,2%, secondo Eurostat. Questo dato è inferiore alle previsioni iniziali di crescita e al consensus. Parallelamente, l’occupazione ha mostrato un leggero aumento, in linea con le aspettative degli analisti.
Airbus ha registrato un aumento del 59% nelle consegne di aerei a maggio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, totalizzando 262 velivoli consegnati dall’inizio dell’anno. Questo incremento è stato sostenuto da una ripresa delle consegne in Cina dopo la risoluzione di ritardi amministrativi. Airbus punta a consegnare 870 aerei entro il 2026, con 815 ordini lordi registrati finora.