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Borsa Milano ancora giù, più probabile rialzo tassi Usa

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MILANO (WSI) – L’azionario europeo amplia le già gravi perdite settimanali subite a inizio anno, dopo che gli ultimi dati macro hanno aumentato le chance di un aumento del costo del denaro negli Stati Uniti. L’entusiasmo iniziale ha lasciato il posto a una preoccupazione generale per i prossimi mesi.

In un primo momento il report occupazionale Usa di dicembre è stato salutato con favore da listini azionari, dollaro e petrolio. Non aiuta a sollevare il morale degli investitori il fatto che mezza Wall Street sia entrata in fase ribassista. Mai prima d’ora la Borsa Usa aveva iniziato l’anno con una serie di quattro sedute così negativa.

La seduta è stata positiva in Europa stamattina, ma poi i ribassisti hanno avuto la meglio. Discorso a parte merita l’Asia, che ha vissuto invece una giornata di forti guadagni, in particolare in Cina, dopo i ribassi da record degli ultimi giorni. La Borsa cinese ha guadagnato il 2%.

Tra le materie prime, il greggio mostra meno slancio rispetto all’avvio di seduta e rispetto alla vigilia. I contratti Brent sul petrolio ieri hanno guadagnato più del 2% a 34,49 dollari al barile dopo aver toccato i minimi da aprile 2004 in area 32,16 dollari. Nonostante i rialzi il future è ancora in calo del 7,5% da inizio settimana. Anche l’analogo contratto Usa sul WTI ha fatto segnare un progresso superiore al +2%. Le quotazioni ora sfiorano i 34 dollari. La perdita settimanale sinora è comunque molto pesante: -8,3%.  

L'andamento del petrolio l'8 gennaio 2016.

Dopo aver concesso alla divisa nazionale di accusare il crollo più accentuato in cinque mesi di tempo ieri, la Banca centrale cinese ha aumentato il valore dello yuan nel tasso di riferimento con il dollaro per la prima volta in nove sedute.

Il rimbalzo dei mercati azionari asiatici è iniziato dopo la scelta della Cina di non andare in rete. I mercati di Shanghai e Shenzen non sono stati risparmiati nemmeno oggi dalla volatilità, tuttavia. Le autorità hanno stabilito il provvedimento per evitare che scatti ancora una volta il meccanismo di sospensione delle contrattazioni in caso di eccessi di ribasso (con perdite superiori al -7%). È scattato ben due volte in settimana. Ieri addirittura dopo soli 29 minuti di scambi.

La Borsa giapponese ha chiuso la settimana con un’altra nota negativa. Il computo finale di seduta è stato di -0,39% a 17697 punti. Si è trattato del quinto calo consecutivo per l’indice Nikkei.

Ieri l’indice allargato della borsa americana S&P 500 ha chiuso ieri in calo del 2,4%, con il 40% delle società quotate nel paniere che ora scambia almeno il 20% sotto i loro massimi. Signigica che quasi la metà dei titoli è in una fase di mercato ribassista.

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