I tre fattori dietro al diluvio di vendite sui mercati
La sospensione anticipata delle contrattazioni nei mercati azionari cinesi, il crollo del petrolio ai minimi di 11 anni (oggi perde anche -4%) e il netto calo delle riserve in valuta straniera in Cina (superiore alle previsioni) sono i tre fattori che hanno fatto suonare un campanello d’allarme nelle sale operative.
Come spiega Brenda Kelly, analista di London Capital Markets, “i mercati azionari europei sono nuovamente sotto pressione mentre i bond governativi si sono rafforzati ovunque per via delle perdite delle quotazioni del petrolio e dell’indice cinese della Borsa di Shanghai”.
Le riserve valutarie straniere si sono attestate a $3.330 miliardi in Cina e il Fondo Monetario Internazionale ha avvertito che servono 2.600 miliardi per garantire la stabilità dello yuan sul dollaro. La banca centrale cinese ha fissato a 6,5646 il valore della divisa nazionale rispetto al biglietto verde in calo dello 0,51% rispetto al giorno prima. È il livello più basso dal 2011. Le prospettive per la seconda economia al mondo sono sempre più cupe.
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Ieri la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.