Rublo in picchiata, nuovi minimi su euro e dollaro
MOSCA (WSI) – Ancora giù il rublo che scende in picchiata sulla scia della debolezza del petrolio. In un contesto segnato dall’incertezza per le dinamiche del mercato petrolifero, il rublo continua a perdere terreno.
A Mosca l’euro sale sopra 80 rubli, battendo ogni record dalla fine dell’estate e il dollaro arriva a 73 rubli, il picco da dicembre dell’anno scorso. Secondo le Autorità russe il Paese è tecnicamente uscito dalla recessione, ma l’ex ministro delle Finanze Alexei Koudrine commenta:
“Molti esperti, me compreso, pensano che abbiamo toccato il fondo, che il peggio della crisi è passato, ma oggi osserviamo un nuovo peggioramento”.
Il continuo tonfo dei prezzi del petrolio sta penalizzando diversi paesi, visto che i ricavi ottenuti con la vendita della materia prima incidono in gran parte sul totale delle entrate fiscali.
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Ieri la società ha annunciato di essersi aggiudicata un nuovo contratto onshore per il progetto Uthmaniyah Gas Compression Plant in Arabia Saudita
Wall Street apre in positivo, ignorando le tensioni tra Stati Uniti e Iran e i dati sull’inflazione all’ingrosso. Le minacce di Trump verso l’Iran non scoraggiano i mercati, mentre i dati sull’inflazione superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano guadagni, mentre il prezzo del petrolio WTI sale leggermente.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle tensioni tra USA e Iran e delle vendite nel settore tecnologico. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende per la settima sessione consecutiva. Alibaba e altre piattaforme tecnologiche sono sotto esame per pubblicità ingannevoli legate al Festival dello shopping ‘618’.
La Borsa di Tokyo ha chiuso piatta dopo una sessione mattutina volatile, segnata dalle tensioni tra Usa e Iran e dall’aumento dei prezzi del petrolio. L’indice Nikkei ha recuperato, chiudendo in lieve rialzo, mentre il Topix ha registrato una leggera flessione.