Wall Street chiude in rosso, pesano verbali della Fed

6 Gennaio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORJK (WSI) – Chiusura pesante a Wall Street, complice il petrolio che a NY e’ sceso sotto i 34 dollari al barile, minimi del febbraio 2009. Ancora una volta e’ il settore energetico a pesare (-3,88%). A New York il contratto a febbraio del greggio cede il 5,53% a 33,98 dollari al barile. Il Brent a febbraio registra un -5,66% a 34,36 dollari al barile.

Nel finale, il Dow Jones ha ceduto 240 punti (-1,47%) aggravando le perdite dell’avvio. L’S&P 500 e‘ sceso dell’1,32% a 1.990 punti mentre il Nasdaq ha lasciato sul terreno l’1,13% a 4.836 punti.

I ribassi sono aumentati nel corso della seduta nonostante i dati macro abbiano mostrato un continuo miglioramento del mercato del lavoro nel settore privato. I verbali della Federal Reserve, relativi alla riunione in cui la banca centrale aveva deciso di alzare i tassi per la prima volta dal giugno 2006, hanno deluso il mercato.

Alcuni dei membri con diritto di voto del board di politica monetaria hanno espresso riserve circa la necessità di alzare il costo del denaro così presto.

Secondo il rapporto dell’Adp, il mese scorso sono stati creati 257.000 nuovi posti di lavoro contro le attese che erano per una crescita di 195.000 unità. Il dato anticipa il rapporto che il governo Usa pubblicherà venerdì sulla performance del mercato del lavoro della prima economia al mondo nel mese di dicembre: le stime sono per la creazione di 210.000 posti di lavoro con un tasso di disoccupazione visto scendere al 4,9% dal 5%.

Si cerchera’ di capire indicazioni sull’approccio che la Fed intende usare per effettuare altre strette. Il numero due della banca centrale Usa, Stanley Fisher, ha appena detto ai microfoni di Cnbc che fino a quando l’inflazione restera’ bassa, una politica monetaria accomodante e’ garantita.

Intanto gli investitori sono alle prese con rinnovate tensioni geopolitiche: se da domenica, l’Arabia Saudita ha tagliato le relazioni diplomatiche con l’Iran, oggi il mondo intero si trova a fare i conti con la Corea del Nord, ha annunciato di aver completato con successo il suo primo test con una bomba all’idrogeno, nettamente piu’ potente di una bomba atomica ordinaria. La notizia e’ stata accolta con scetticismo dagli esperti ma le condanne sono scattate da tutto il mondo. Intanto il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha convocato una riunione di emergenza.

Sul fronte macro, il deficit della bilancia commerciale Usa a novembre è migliorato del 5% rispetto al mese precedente, portandosi a 42,37 miliardi di dollari, secondo i dati diffusi dal Dipartimento del Commercio. Le esportazioni sono calate dello 0,9%, mentre le importazioni hanno accusato una flessione dell’1,7%, portandosi al livello minimo dal febbraio 2011. Il Dipartimento ha rivisto il deficit di ottobre a 44,58 miliardi, dai precedenti 43,89 miliardi di dollari. Gli analisti avevano messo in conto un deficit attorno a 44 miliardi per novembre.

Male invece  l’indice Pmi servizi per il mese di dicembre, sceso a 54,3 punti dai 56,1 di novembre. Il dato reso noto da Markit e’ peggiore delle attese, che erano per una flessione piu’ contenuta a 55 punti.

Intanto il petrolio scivola ancora: a New York il contratto a febbraio cede il 3,36% a 34,76 dollari al barile. Il Brent a febbraio registra un -4,28% a 34,86 dollari al barile, minimi di 11 anni.