Economia

2023: tutti i trend del fintech

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di Fabio Pisano, marketing e communication manager di Finanza.tech

Lo tsunami fintech sta attraversando il mondo e soprattutto l’Italia, che sta diventando sempre più un’isola felice per le aziende fintech e la mia – Finanza.tech – è proprio una di queste.

Nel corso del 2022 abbiamo fatto il tifo insieme per Satispay, diventata un unicorno recentemente, e per ScalaPay, che ha fatto lo stesso pochi mesi prima.

Un anno all’insegna di embedded finance e open banking – destreggiandosi tra una PSD2 e l’altra – passando per il nuovo servizio BNPL (Buy Now, Pay Later), per atterrare, infine, su un mondo parallelo fatto di criptovalute e blockchain.

Insomma, verso il capolinea di un anno in cui il fintech ha fatto non poco parlare di sé, il 2023 non sarà di certo da meno. Per curiosità, dapprima personale, e solo in seguito per deformazione professionale, ho raccolto informazioni tra colleghi, partner e investitori e posso dire che risultano chiare e condivisibili le tendenze in ambito fintech per il 2023.

I tre trend fintech 2023

Una nota prima di iniziare: questi trend suggeriti sono profondamente radicati nel contesto mondiale contemporaneo. Un veloce – e sperato – cambiamento di questa situazione potrebbe radicalmente capovolgere l’attuale contesto economico verso altre priorità.

1. Beni rifugio digitali

Stiamo assistendo ad una crescita parallela di due macro fenomeni: l’aumento non-stop degli utenti e l’interesse verso NFT, Crypto e Blockchain, insieme con il recente boom di beni rifugio come oro, diamanti, orologi, arte.

Non appena le due cose andranno a braccetto, ecco che vedremo emergere uno dei macro trends che il Fintech dovrà affrontare nei prossimi anni.

Il primo pioniere che riuscirà a risolvere l’equazione compliance/business model/user experience in modo da far funzionare i beni rifugio digitali con successo, riuscirà a rendere interessante questo mercato al mondo fintech.

In un momento in cui tutti i principali mercati del mondo hanno registrato una perdita sostanziale, gli investitori – soprattutto quelli privati – sono alla ricerca di investimenti coerenti e sicuri a lungo termine.

Gli asset digitali saranno la risposta? O saranno ancora vittime della volatilità a cui sono abituati?

2. Aggregazione

Avete mai visto una di quelle immagini dove tutti i loghi fintech sono raggruppati insieme? 

Tutti lo hanno fatto. Ogni singola società di consulenza, associazione o community ha il suo modo di raggruppare le aziende fintech.

È un lavoro scivoloso perché ogni azienda fintech è leggermente diversa. Chiamerei sicuramente questo lavoro di clustering “50 shades of fintech”.

Gli esperti hanno avuto difficoltà nel clustering, poiché non sempre è facile capire cosa fa esattamente ogni fintech, come differiscono e come trovano un modo specifico per descrivere gli oltre 200 player fintech (parlando solo dell’Italia) nel mercato.

Figuriamoci un utente comune o aziendale!

Una nuova tendenza che emergerà nel 2023 e coprirà i prossimi 5 anni è sicuramente l’aggregazione: vedremo nascere le meta-fintech che avranno il solo scopo di aggregare e rendere l’esperienza dell’utente il più agevole possibile per più servizi.

Una password, un nome utente, un unico mittente di OTP.

La capacità di integrazione dei team tecnologici nell’attuale ecosistema fintech sarà in grado di affrontare questa sfida? I manager saranno così coraggiosi da abbandonare l’ansia del “tutto su di noi”?

3. Prodotti e servizi basati sui dati

La sfida, fin dall’inizio dell’era fintech, riguardava i dati. Qualità dei dati, quantità dei dati (big data), elaborazione dei dati, analisi dei dati. PSD2, PSD3 (presto), GDPR. L’Europa è sempre stata all’avanguardia nella regolamentazione dei dati. 

Ora siamo conformi, pronti a gestire e ottenere il massimo dai dati dei nostri clienti retail e business.

Ma in cosa si sono tradotti finora questi investimenti?

Vi è ancora molto margine di miglioramento e strada da percorrere.

Nei prossimi anni, a partire dal 2023, assisteremo al lancio e al consolidamento di (finalmente) nuovi prodotti e servizi basati sui dati, che si nascondono da un po’.

Finora abbiamo solo iniziato a vederne timide applicazioni. Questo perché i mercati finanziari hanno sempre cercato prima di tutto la responsabilizzazione.

Quindi il mercato sarà pronto per prodotti interamente basati sui dati? Saranno approvati dalle autorità di regolamentazione?

Extra: Regolamentazione, regolamentazione, regolamentazione  

Questa sezione è un Extra e questo chiarisce a monte il fatto che non si tratta di una tendenza. Bensì, forse, di una speranza. I regolatori hanno un ruolo chiave nello sviluppo dell’ecosistema fintech. Permettono che le cose accadano. Definiscono il perimetro in cui le cose possono accadere.

Ultimamente l’intervento del regolatore è sempre successo dopo che una rivoluzione/innovazione si sia manifestata. I regolatori cercano sempre di affrontare il tema esistente con leggi adeguate.

Speriamo davvero che nel prossimo futuro, essendo consapevole dei problemi che la società sta affrontando, il regolatore possa guidare l’innovazione, costruendo un terreno fertile in cui le aziende possano innovare, incentivate a farlo grazie a leggi e norme che glielo permettano e li indirizzano in quella direzione.

Siamo pronti a vedere un regolatore proattivo piuttosto che reattivo?

Una cosa è certa, lavorare nel fintech in questo momento è sicuramente emozionante!