2021: Benvenuti negli Stati Uniti d’Europa. L’euro c’e’, l’Ue no

23 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Siamo nel 2021 e l’euro e’ sopravvissuto alla crisi del debito sovrano. Nel blocco dei 17 molte cose sono cambiate, tranne le difficolta’ in cui versano i paesi dell’area periferica.

La moneta unica non diventerà dunque moneta da collezione. E’ Niall Ferguson, professore di Harvard, a spiegarlo in un dettagliato intervento sul Wall Street Journal, dove ritiene plausibile un futuro per la moneta unica.

A suo avviso, infatti, supererà l’impasse della crisi. Mentre il mercato resta con il fiato sospeso attendendo le proposte di riforma della governance europea, in particolare quelle sugli Eurobond, che non hanno incontrato nemmeno oggi il favore della Germania, l’esperto della prestigiosa università americana tratteggia il mondo che verrà nel 2021.

Dall’alto della sua esperienza, il luminare ammette che ci saranno grandi cambiamenti, ma non tutto sarà nuovo, a cominciare dall’euro. “Continuerà a circolare, anche se raramente si vedranno in giro le banconote”, dice al quotidiano, spiegando che questo succederà per il suo largo impiego nei pagamenti elettronici sempre più diffusi.

“Non ho mai seriamente creduto in una rottura dell’euro – specifica in un altro passaggio dell’articolo -. Anzi, mi è parso sempre molto più probabile che la moneta sarebbe sopravvissuta e che a morire sarebbe stata l’Unione europea”, argomenta. “Dopotutto allora non esisteva alcun meccanismo legale per cui un paese come la Grecia potesse essere costretto ad abbandonare l’unione monetaria, anche se ai sensi dell’articolo 50 del trattato di Lisbona era in effetti stato previsto che uno Stato membro potesse lasciare l’unione europea come messo in pratica dagli inglesi”.

Da qui il passaggio alla sua seconda previsione: Bruxelles sarà spazzata via “abbandonata come sede politica dell’Europa”, scalzata da Vienna. Mentre hanno un sapore antico le sue previsioni che tratteggiano una Periferia del Vecchio Continente ancora in difficoltà. La spina nel fianco di Grecia, Italia, Portogallo e Spagna sarà quella della disoccupazione. Solo “la creazione di un nuovo sistema di federalismo fiscale nel 2012 sarà tale da assicurare un flusso costante di fondi dal cuore dell’Europa del Nord”.

Poco importa se Mario Draghi, che da qualche settimane è andato a sedersi sulla poltrona più alta della Banca centrale europea, passerà alla storia, secondo il professore di Harvard, per aver trasformato l’Eurotower in prestatore di ultima istanza, andando ben oltre il suo mandato e restaurando la fiducia sui mercati.

“Era già tutto scritto”, conclude il professore, citando un’intervista del 2011 in cui il presidente della Bce ammetteva il dogma per eccellenza: “L’euro puo’ essere salvato solo stampandolo”.