G20, scompare lotta al protezionismo: “allarmante”

20 marzo 2017, di Mariangela Tessa

Prima offensiva degli Stati Uniti nel commercio internazionale al G20 di Baden Baden, che si è tenuto il 17 e il 18 marzo. È stato il primo incontro del gruppo a cui abbia partecipato un membro dell’amministrazione del nuovo presidente americano Donald Trump, e ci sono state le prime conseguenze.

Il ministro del Tesoro americano Steve Mnuchin si è infatti opposto all’impegno “resistere a ogni forma di protezionismo” che faceva parte degli intenti proclamati dal G20 l’anno scorso”. Via anche il riferimento al Wto, l’Organizzazione mondiale del Commercio, come foro per risolvere i problemi commerciali. E non c’è alcun cenno al cambiamento climatico né all’Accordo di Parigi.

Per il professore di Yale ed ex presidente in Asia di Morgan Stanley, Stephen Roach, l’incapacità dei leader finanziari mondiali a sostenere con forza il libero scambio è da ritenere uno sviluppo “deludente e allarmante” e rispecchia un protezionismo montante negli Stati Uniti.

Si tratta di chiare inversioni di tendenza rispetto allo scorso anno, frutto della linea del nuovo governo americano: Donald Trump ha infatti promesso di introdurre politiche di stampo protezionista e più volte nella sua campagna elettorale ha detto di considerare il cambiamento climatico una invenzione.

Secondo l’agenzia Bloomberg, Mnuchin ha spinto per l’eliminazione dell’impegno contro il protezionismo nel documento finale (il passaggio è stato sostituito con la frase “rafforzare il contributo del commercio”) così come ha affermato che la nuova amministrazione americana vuole riesaminare alcuni accordi presi in precedenza e che non si sente legata a quanto stabilito nei precedenti incontri del G20, nei quali gli Stati Uniti erano stati rappresentati dall’amministrazione Obama.

Come ha spiegato il ministro dell’Economia per Carlo Padoan, sul commercio internazionale c’è stata “una discussione fino all’ultimo su quale linguaggio adottare. La parola commercio è menzionata, e non è banale alla luce degli scambi sviluppati al vertice”: un riferimento alla possibilità che su un tema così incandescente il G20 alla fine avrebbe semplicemente potuto glissare, rinviando tutto ai capi di Stato e governo che si riuniscono a luglio ad Amburgo.

Padoan a margine dei lavori del G20 ha inoltre avuto anche un bilaterale con il segretario di Stato Usa al Tesoro, Steven Mnuchin, per parlare delle priorità dell’agenda del G7 dei ministri finanziari a presidenza italiana. Secondo quanto riferiscono fonti, nell’incontro c’è stata “consonanza e disponibilità a lavorare insieme”.

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