Time mette Salvini in copertina: “Il più temuto d’Europa”

14 settembre 2018, di Mariangela Tessa

Matteo Salvini conquista la copertina del settimanale americano  Time, che dedica al vice premier e ministro degli Interni un lungo articolo dal titolo ‘”Il nuovo volto dell’Europa” in cui si dice che il ministro dell’Interno è anche “l’uomo più temuto” della regione. E il sottotitolo lo definisce “lo zar dell’immigrazione, in missione per disfare l’Ue“.

“L’ascesa vertiginosa in appena sei mesi del ministro di destra ha scosso l’establishment europeo e minaccia di rovesciare definitivamente il sistema politico che è stato travolto dall’ondata populista negli ultimi tre anni”, scrive la corrispondente del Time a Roma Vivienne Walt, che definisce Salvini l’uomo “più temuto in Europa”. E  sottolinea che “la sua campagna per ridisegnare l’Europa potrebbe essere solo all’inizio”.

Nell’articolo di copertina Walt spiega inoltre che “non è il capo del governo, ma non ha bisogno di esserlo: la sfilata di dignitari stranieri che fanno la fila per incontrare Salvini lascia pochi dubbi su chi comanda, Salvini adesso è visto come la cosa più vicina che l’Italia ha a un amministratore delegato”.

“Stiamo lavorando per recuperare lo spirito europeo che è stato tradito da coloro che guidano questa unione” ha detto Salvini alla giornalista. “Cambiare l’Europa è un grande obiettivo, ma io penso che sia a portata di mano”,

“Le ambizioni del leader di destra vanno ben oltre il suo Paese – scrive ancora il giornale americano – ed è per questo che sta innervosendo l’Europa. Molti lo considerano come il leader più capace di mettere insieme un grande gruppo di partiti populisti e nazionalisti in Europa, che superi i confini nazionali in nome del nazionalismo.

“Le elezioni del prossimo anno per il Parlamento europeo, che decideranno la rotta del blocco politico e sociale, proveranno se Salvini, Orban e gli altri nazionalisti potranno costruire una coalizione contro l’asse Merkel-Macron”, conclude il Time, che infine dà di nuovo la parola al leader della Lega. “La storia è ciclica – dice – Questo è più che un confronto tra destra e sinistra, è un confronto tra le élite e il popolo”.

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