Salvataggio MPS, Bce allunga i tempi: “Servono ulteriori approfondimenti”

16 maggio 2017, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Si fa ancora attendere la risposta dell’Europa alla richiesta avanzata a dicembre dal Monte dei Paschi di Siena di accedere alla ricapitalizzazione precauzionale e i tempi sembra che si allunghino sempre di più.

La presidente della Vigilanza europea della Bce, Daniele Nouy ha sostenuto che in merito al caso Mps servono ulteriori approfondimenti per capire se le perdite dell’istituto di credito siano realmente coperte da capitali privati.

“Gli stress test Eba su cui questo [lo shortfall Mps] è basato non comprendevano un asset quality review prima dei test (…) ciò apre discussioni aggiuntive per vedere se le perdite subite sono realmente coperte da soldi privati”.

Sulla base degli stress test la stessa Bce aveva stimato in dicembre, dopo il fallimento dell’aumento da 5 miliardi e la richiesta di aiuto pubblico, il fabbisogno di capitale di Mps in 8,8 miliardi. Da qui è partito un negoziato a quattro –banca, MEF, Bce e Commissione Ue – che si sarebbe dovuto concludere a maggio ma l’ultima dichiarazione della Nouy fa presagire che i tempi si allungheranno ancora ed è molto più probabile che ci sarà un ingresso dello Stato non prima di settembre.

Intanto a Milano continua il processo agli ex vertici della banca di Rocca Salimbeni e i pubblici ministeri milanesi Mauro Clerici, Stefano Civardi e Giordano Baggio hanno chiesto il rinvio a giudizio per l’ex AD e l’ex presidente di Mps Fabrizio Viola e Alessandro Profumo con le accuse di falso in bilancio e manipolazione di mercato nell’ambito dell’inchiesta per la presunta rappresentazione non corretta dei derivati Alexandia e Santorini nei bilanci dal 2011 al 2014. Ora sulla richiesta di rinvio a giudizio presentata dai pm si dovrà esprimere un nuovo giudice nell’ambito di una udienza preliminare.

 

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