Petrolio, AIE: domanda in rialzo. Ma gas di scisto minaccia prezzi

19 gennaio 2017, di Laura Naka Antonelli

Recupero dei prezzi del petrolio dopo il rapporto dell’AIE, l’Agenzia internazionale dell’Energia, secondo cui l’offerta globale di petrolio è destinata a contrarsi, a fronte della crescita della domanda. Le quotazioni risalgono dai minimi in una settimana.

L’agenzia AIE (da IEA – International Energy Agency) ha mantenuto invariate le stime sulla produzione di petrolio crude dell’Opec, nel 2017, a 32,9 milioni di barili al giorno – rispetto ai 33,09 milioni di barili al giorno a dicembre- ma ha fatto notare che l’offerta sarà condizionata dai tagli che i paesi appartenenti al cartello, e anche i paesi non Opec, si impegnano a rendere operativi.

La riduzione dell’output, secondo il report, avverrà in concomitanza della crescita della domanda, tanto che l’organizzazione ha rivisto al rialzo le stime per il 2016.

Immediata la reazione dei prezzi del petrolio , che si risollevano dopo le vendite della vigilia, scattate a causa di un avvertimento che era stato lanciato dalla stessa AIE, e che aveva scatenato timori sul contenuto dell’analisi resa nota oggi. Timori, viste le previsioni dell’ente, forse infondati.

Eppure, qualche ora prima era stato lo stesso direttore esecutivo dell’EIA, Fatih Birol, a dirsi convinto che i prezzi più elevati del petrolio scateneranno un aumento “significativo” della produzione di gas di scisto degli Stati Uniti. Giovanni Stanovo, analista del settore delle materie prime di UBS, aveva commentato a Bloomberg la flessione delle quotazioni proprio con “l’avvertimento della AIE sul fatto che le alte quotazioni potrebbero tradursi in nuove opportunità di investimento per gli Usa e dunque nell’arrivo di una nuova offerta”.

Tra l’altro, a fronte di paesi come Russia e Arabia Saudita che hanno indicato l’intenzione di ridurre il loro output, gli esperti prevedono per il prossimo mese una produzione di gas di scisto al livello più alto da novembre.

Così intervistata da Reuters, Ben Le Brun, analista dei mercati presso OptionXpress, a Sidney, ha commentato:

“Alcuni trader a caccia di occasioni sono felici di poter fare acquisti dopo il dietrofront dei prezzi”.

Oggi in calendario i dati sulle scorte Usa. La loro diffusione è stata ritardata di un giorno a causa della festività di Martin Luther King che ha tenuto chiusi i mercati americani nella giornata di lunedì.

Comunicati invece i dati compilati dall’American Petroleum Institute (API), da cui è emerso che il calo delle scorte negli Stati Uniti è stato di 5,4 milioni di barili nella settimana terminata lo scorso 13 gennaio, rispetto a una flessione attesa di 342.000 barili.

Questi i punti principali del report diramato dall’AIE nella giornata di oggi.

  • Le stime sulla crescita della domanda globale di petrolio relative al 2017 vengono mantenute invariate. Si prevede una crescita positiva, pari a +1,3 milioni di barili al giorno.
  • La crescita della domanda globale del 2016 è stata rivista al rialzo di una quantità compresa tra +110.000 barili al giorno a +1,5 milioni di barili al giorno.
  • Nel mese di dicembre la produzione di petrolio crude dell’Opec è scesa di 320.000 barili al giorno a 33,09 milioni di barili al giorno.
  • L’offerta globale è calata di oltre 600.000 barili al giorno, sempre a dicembre, a 97,6 milioni di barili al giorno, e sulla scia della minore produzione da parte dei paesi Opec e non Opec.
  • Rivista al rialzo la crescita dell’offerta dei paesi non Opec, nel 2017, di una quantità compresa tra +175.000 barili al giorno a +385.000 barili.
  • Lasciate invariate le stime sulla domanda per il petrolio crude dell’Opec del 2017, a 32,9 milioni di barili al giorno.

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