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Panico a Wall Street, indici a picco. Dow -600 punti

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NEW YORK (WSI) – Pesanti perdite a Wall Street in linea con il resto dei listini internazionali. Il clima di incertezza e volatilita’ creato dalla decisione della Gran Bretagna di lasciare l’Unione europea ha mandato a picco tutti i principali indici.

Il Dow Jones, che nel corso della giornata aveva ridotto i ribassi fino al 2,2%, arretra ora di 610 punti, il 3,39%, a quota 17.400. L’S&P 500 perde 69,66 punti, il 3,59%, a quota 2.037 punti. Il Nasdaq lascia sul terreno 200 punti punti, il 4,12%, a quota 4.707 punti.

Il petrolio ad agosto al Nymex ha chiuso in rosso del 4,35% a 47,93 dollari al barile. I settori piu’ penalizzati sono quello finanziario (-5,4%), con le banche in forte sofferenza, e quello tecnologico. Il Dow Jones e lo S&P 500 hanno polverizzato tutti i guadagni del 2016, mentre il Nasdaq chiude la peggiore giornata dall’agosto del 2011.

Il dato peggiore delle stime sugli ordini di beni durevoli appena pubblicato negli Stati Uniti non sposta di un centimetro l’andamento degli indici e lo stesso varra’ per il dato sulla fiducia dei consumatori in arrivo fra un’ora e mezza.

Wall Street si era attestata in rialzo in tre delle ultime quattro sedute, con il Dow Jones che ieri ha segnato il rialzo maggiore giornaliero da maggio: gli investitori che scommettevano sulla permanenza di Londra nell’Ue, ma sono stati smentiti dal verdetto delle urne, che sta provocando crolli a catena su tutte le piazze globali.

Dopo che il referendum di ieri ha decretato l’uscita di Londra dall’Unione europea, la possibilita’ di un incremento dei tassi di interesse negli Stati Uniti nel corso del 2016 si fa piu’ remota . Sono di questo avviso gli analisti di Rbs Securities, secondo cui non solo non ci saranno altri aumenti, ma potrebbe essere necessario un taglio del costo del denaro o altre misure di accomodamento monetario.

A maggio gli ordini di beni durevoli negli Stati Uniti sono calati piu’ delle previsioni, segno che gli investimenti aziendali in nuove apparechiature e macchinari restano deboli. Come riporta il dipartimento al Commercio, gli ordini di beni destinati a durare piu’ di tre anni, sono scesi del 2,2%, mentre gli analisti attendevano un calo dello 0,4%.

I titoli di stato si attestano in forte aumento, con i rendimenti, che si muovono in senso inverso ai prezzi, in ribasso verso i minimi storici. Gli yield decennali, benchmark del settore, si attestano all’1,478%, in ribasso dall’1,741% della chiusura di ieri, e poco sopra il minimo di chiusura dell’1,404% toccato a luglio 2012.

In termini percentuali, e’ uno dei ribassi giornalieri maggiori dalla crisi di debito dell’Eurozona nel 2011. Gli analisti avevano messo in guardia sul fatto che una Brexit avrebbe potuto minare la fiducia degli investitri e singerli verso asset considerati sicuri, apputo come i titoli di stato.