Uber, si dimette il presidente dopo soli sei mesi

20 marzo 2017, di Alberto Battaglia

Dopo soli sei mesi dall’inizio del suo incarico, il presidente di Uber, Jeff Jones, ha rassegnato le sue dimissioni: “Sono entrato in Uber perché condividevo la sua missione, e la sfida di costruire capacità globali che avrebbero aiutato l’azienda a maturare e prosperare nel lungo termine”, ha spiegato Jones in un’intervento sul sito Recode, “ma è ormai chiaro che il mio punto di vista e l’approccio alla leadership che ha guidato la mia carriera non sono compatibili con ciò che ho visto e con la mia esperienza all’interno di Uber, e quindi non posso continuare a restare presidente della società”.

Secondo quanto comunicato ai dipendenti dal ceo di Uber, Travis Kalanick, dietro alla scelta di Jones ci sarebbe “l’ intenzione di assumere un coo (Chief operating officer)”. In realtà, le ragioni principali potrebbero essere altre. Diversi gli scandali che in questi mesi hanno colpito l’immagine della società, dagli scandali di molestie sessuali all’accusa di furto di proprietà intellettuale. Assieme a Jones ha annunciato l’addio anche il vicepresidente di Uber Brian McClendon.

Hai dimenticato la password?