Mifid 2: arriva “terremoto” della consulenza finanziaria

31 luglio 2017, di Alberto Battaglia

Cambiano ufficialmente le regole sulla trasparenza finanziaria: il cosiddetto Mifid 2, ovvero quell’insieme di requisiti che debbono essere rispettati da chi fornisce servizi finanziari è legge, con tutti gli aggiornamenti volti a garantire un livello superiore di trasparenza per il cliente. L’entrata in vigore è prevista per l’inizio dell’anno prossimo. Dall’altra parte, gli attori finanziari sono messi maggiormente a nudo e quindi urgerà da parte loro uno sforzo di efficienza dei servizi superiore, altrimenti il rischio sarà quello di perdere quote di mercato.

Le parole chiave delle novità del Mifid 2 sono trasparenza e product governance. Nel primo caso essa verrà incrementata, innanzitutto, richiedendo l’obbligo di indicare i costi di servizio (le fee) non solo in termini percentuali, ma anche in termini assoluti, compiendo un calcolo sulle cifre investite. Oltre ad avere un riferimento frazionario, come un 2% annuo, il consumatore ne avrà uno concretamente calcolato sul suo investimento (su 100.000 euro, ad esempio, sarà indicato un costo di 2.000 euro annui).

Dal punto di vista della product governance, un argomento più ampio, con la MiFid 2 cambiano ad esempio i metodi di profilazione del cliente, quelli che ne determinano la propensione al rischio le finalità di investimento e la definizione dell’orizzonte di durata dell’investimento. La definizione dei bisogni del cliente valutata non solo su base individuale, bensì attraverso la collocazione in target di mercato ben definiti.

Questo nuovo pacchetto di vincoli, fra le altre cose, innescherà una maggiore selezione del mercato dell’offerta di servizi finanziari, con l’affermazione degli attori in grado di garantire, in linea con l’aumentata trasparenza, i servizi più competitivi e l’adeguata struttura per rispettare la nuova product governance.

MiFid 2: come si stanno preparando banche e gestori

Per non farsi trovare impreparata all’appuntamento con l’arrivo di MiFid 2, Allianz Bank ha deciso di convocare tutta la struttura manageriale. L’idea è scoprire quali modelli di servizio conviene adottare, di quali strumenti servirsi per offrire il miglior supporto possibile alla clientela e come rafforzare la relazione tra Consulente e Cliente.

Per guidare i manager di Rete al grande cambiamento della direttiva MiFid 2 Allianz ha radunato nei giorni scorsi a Milano il top management di Allianz Bank Financial Advisors e tutti i dirigenti di struttura della rete guidata dall’Amministratore Delegato Giacomo Campora.

“Davanti a una platea numerosa si sono susseguiti diversi interventi, che hanno visto come protagonisti, oltre all’Amministratore Delegato, anche il Direttore Generale Paola Pietrafesa, il Direttore Commerciale Mario Ruta, il Direttore Wealth Management & Marketing Mauro Re e il Direttore Organizzazione Stefano Sala”, racconta la banca.

“Siamo pronti a trasformare i vincoli della nuova Direttiva Europea in opportunità per fare crescere il nostro business ed affrontare al meglio le sfide e i cambiamenti che MiFId II porterà con se’ ” ha dichiarato Giacomo Campora, il quale ha altresì ribadito che il modello di servizio scelto dalla Banca sarà quello di ‘consulenza non indipendente’, in linea con la tendenza affermata sul mercato italiano e nel pieno rispetto della nuova normativa.
Per prepararsi a gennaio 2018, quando MiFId II entrerà in vigore, la banca italiana del Gruppo Allianz, continuerà a puntare su tre pilastri fondamentali:

  1. il potenziamento del modello di servizio, per offrire una consulenza integrata e innovativa adempiendo ai doveri di trasparenza, monitoraggio e profilazione dei clienti
  2. la formazione dei Financial Advisors per enfatizzare le competenze specifiche e offrire un servizio di qualità sempre più elevato
  3. una maggiore focalizzazione dell’offerta prodotti per rafforzare la personalizzazione delle soluzioni di investimento e soddisfare così le diverse esigenze della clientela.

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