M5S cala nei sondaggi e reddito di cittadinanza cambia

9 novembre 2018, di Alessandra Caparello

IL M5S pronto a rivedere il provvedimento sul reddito di cittadinanza per puntare, in via sperimentale, sull’allargamento del Rei. E’ l’ipotesi che fa oggi La Stampa sul cavallo di battaglia dei Cinque Stelle.

Secondo il quotidiano torinese la decisione sarebbe maturata a causa di un calo nei sondaggi soprattutto al Nord dove le misure assistenziali godono di minore consenso. Intanto la Svimez, Associazione per lo sviluppo dell’industria del Mezzogiorno, quantifica quante risorse servirebbero per garantire il reddito di cittadinanza a a 1,8 milioni di famiglie: 15 miliardi di euro.

Con le risorse attuali prendendo a riferimento le famiglie con Isee inferiore a 6000 euro e tenendo conto che il 50% potrebbe avere una casa, il sussidio va dai 255 euro per una famiglia monocomponente ai 712 per una con 5 o più componenti, a circa 1,8 milioni di famiglie. Il Mezzogiorno assorbirà il 63% del Reddito di cittadinanza.

Intanto tra Lega e Cinque Stelle è ancora braccio di ferro sulla misura. Nei giorni scorsi è emerso che nell’ultimo libro di Bruno Vespa, il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti aveva sottolineato che il reddito di cittadinanza ha “complicazioni attuative non indifferenti”.

Se riuscirà a produrre posti di lavoro, bene. Altrimenti resterà un provvedimento fine a se stesso.

Ieri a Sky Tg24 il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri ha rincarato la dose.

Nell’ottica del previsionale si è parlato molto del reddito di cittadinanza, una norma che non c’è. Quindi non si può fare il processo alle intenzioni. C’è la dotazione economica, ma la norma non c’è. Non c’è la cornice su come verranno utilizzati quei soldi. A mio parere, come la vedo io, quei soldi potrebbero essere utilizzati per dotare le imprese dei fondi per assumere e formare le persone che hanno bisogno, perché quella norma è per le persone che hanno voglia di lavorare e non per quelle che vogliono stare sul divano a casa ad aspettare l’assistenza pubblica. Questa è una proposta, ma su come verranno utilizzati quei soldi non c’è ancora il dettaglio, ne stiamo discutendo.

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