Iran, esodo delle multinazionali dopo le sanzioni Usa

18 maggio 2018, di Alberto Battaglia

La decisione dell’amministrazione Trump di reintrodurre “il livello più alto” delle sanzioni all’Iran, sta già riflettendo i suoi effetti nell’attività di grandi aziende, decise a sospendere i propri rapporti economici con il Paese mediorientale ed evitare, così, di essere sanzionate a loro volta. L’ultima compagnia ad aver annunciato l’addio ai commerci con l’Iran è il leader mondiale delle consegne via container, A.P. Moller-Maersk.

Durante la earnings call di giovedì la società basata a Copenaghen ha dichiarato agli investitori che le attività con l’Iran saranno interrotte, anche se non è stata chiarita la tempistica per l’attuazione di questo provvedimento. Moller-Maersk ha inoltre aggiunto che l’innalzamento del prezzo del petrolio, anch’esso conseguente alla reintroduzione delle sanzioni all’Iran, non sta aiutando il suo business. Anche la svizzera Msc, la compagnia numero due nel settore del trasporto via container aveva detto mercoledì che non sarebbero state pianificate nuove consegne verso Iran.

Sul fronte delle compagnie petrolifere, poi, la francese Total ha annunciato che bloccherà un progetto da 2 miliardi di dollari nel giacimento di gas di South Pars (Golfo Persico) entro il 4 novembre, a meno che non venga assicurata una deroga da parte degli Stati Uniti per proteggerla dalle sanzioni. Si prevede che anche la Royal Dutch Shell sia fra le compagni del settore più colpite.

Fra gli altri “addii” già annunciati da importanti società vanno poi ricordati quelli di Siemens, comunicati dal ceo in un’intervista alla Cnn, e Allianz, che ha fatto sapere a Reuters che adotterà “piani di liquidazione per le attività rilevanti al fine di garantire un’adeguata risoluzione [dei rapporti con l’Iran] entro i periodi definiti”.

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