Intesa SanPaolo rinuncia a Generali: niente scalata, partita finita

27 febbraio 2017, di Laura Naka Antonelli

Il dossier Intesa SanPaolo-Generali è durato appena un mese, e si è sgonfiato qualche ora dopo le dichiarazioni arrivate dai francesi di Axa che, nel negare nuovamente qualsiasi interesse nei confronti del Leone di Trieste, hanno affermato che un’eventuale fusione “non ci porterebbe nulla”. Allontanata la minaccia francese, ha fatto a quel punto dietrofront anche il cavaliere bianco Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa SanPaolo.

A Piazza Affari e in particolare sul Ftse Mib, si scatenano gli smobilizzi su Generali. Il mercato apprezza invece la decisione di Intesa SanPaolo, il cui titolo non riesce a fare prezzo in avvio di seduta, con un balzo teorico +6%. Entrato negli scambi punta poi con decisione verso l’alto, volando di oltre +5%, anche sulla scia di un giudizio positivo di Citigroup che ha confermato il rating buy e il prezzo obiettivo a 2,7 euro.

Citigroupv – che dedica alla vicenda anche un report, dal titolo più che indicativo “Molto rumore per nulla” – sottolinea che “l’abbandono del potenziale accordo con Generali e il ritorno del focus sulla crescita interna e i ritorni del capitale potrebbero iniziare a ricostituire la fiducia del mercato su un approccio market friendly da parte del management e sulle future mosse strategiche”

Nel frattempo la “bolla” Generali si sgonfia immediatamente, scontando la bocciatura di Intesa.

Così la banca guidata da Messina, in una nota, spiega la sua mossa. L’istituto rende noto di aver “completato le valutazioni di ipotesi riguardanti possibili combinazioni industriali” con Generali e, “alla luce delle analisi condotte in base alle informazioni allo stato pubblicamente disponibili”, dichiara di “non aver individuato opportunità rispondenti ai criteri di creazione e distribuzione di valore per i propri azionisti, in coerenza con l’obiettivo di mantenimento della leadership di adeguatezza patrimoniale».”

Ancora, nella nota si legge che Intesa Sanpaolo “accrescerà per via endogena la creazione e distribuzione di valore per i propri azionisti, preservando la leadership di adeguatezza patrimoniale, secondo linee d’azione che saranno alla base del prossimo Piano di Impresa“.

Sembrano lontani i tempi in cui i media italiani parlavano di diverse ipotesi, lasciando presagire quasi un’accesa battaglia per Generali e paventando anche il rischio che uno dei principali gioielli italiani della finanza finisse in pasto agli stranieri.

Tra le indiscrezioni, c’era anche quella che pronosticava un possibile intervento su Generali da parte di Allianz con a fianco proprio Intesa SanPaolo per garantire l’italianità dell’operazione.

Fonti vicine avevano rivelato che Intesa stava studiando un’offerta pubblica di scambio sulla maggioranza di Generali con l’obiettivo di creare un colosso nel campo del risparmio gestito visto che Intesa è prima in Italia nelle polizze vita con una quota di mercato del 18,3% e a seguire Generali con 16,4%.

Target: creare un gruppo con una capitalizzazione di circa 60 miliardi di euro, ‘protetto’ da due fondazioni molto vicine a Intesa SanPaolo, Compagnia San Paolo e Fondazione Cariplo.

Diversi analisti avevano tuttavia espresso tutto il loro scetticismo, per eventuali e molto probabili problemi di antitrust che sarebbero nati da un matrimonio del genere.

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