Grecia: premier Tspiras ritira i tagli alle pensioni

13 dicembre 2018, di Alessandra Caparello

Tirano un sospiro di sollievo i pensionati greci dopo che il Parlamento ellenico ha votato a favore di una mozione presentata dalla coalizione di governo a guida di sinistra con il premier Alexis Tspiras per ritirare il piano dei tagli alle pensioni statali. Una mossa con cui il governo tenta di riconquistare il consenso popolare in vista delle elezioni generali del prossimo anno. Il mandato di Tsipras termina nel 2019. Il suo partito SYRIZA rincorre nei sondaggi la Nuova Democrazia conservatrice distante di circa 10 punti.

“È giunto il momento che le persone vengano premiate per i loro sacrifici”, ha detto il primo ministro ai legislatori in vista del voto, definendo il provvedimento un “respiro necessario per il popolo del lavoro … che ha subito ferire nelle loro pensioni e nella loro dignità”.

I pensionati greci, in molti casi costituiscono le uniche persone in una famiglia con un reddito ma hanno visto ridursi i loro assegno fino al 40% da quando la Grecia è sprofondata nella crisi alla fine del 2009 che ha portato  all’intervento della Troika e alle misure di austerità.

Il 20 agosto scorso Atene è uscita dal piano di salvataggio concordato con l’Unione Europea. Il paese è sempre comunque monitorato dalla troika, ossia da Bce, partner della zona euro e Fondo monetario internazionale, con gli emissari che vogliono assicurarsi che non vada fuori dagli obiettivi post-salvataggio volti a mantenere avanzi di bilancio elevati nei prossimi anni.

Già a novembre lo stesso Tspiras aveva annunciato – come riporta l’agenzia di stampa Ana-Mpa – al parlamento di Atene durante il dibattito in aula sulla riduzione dei contributi previdenziali per i lavoratori autonomi e agricoltori, che l’economia greca si sta riprendendo e per questo le pensioni saranno riviste al rialzo.

La prova indiscutibile che i nostri sforzi hanno dato i loro frutti, nonostante quello che l’opposizione ha segretamente sperato e che le pensioni non saranno ridotte a partire dal primo gennaio. Al contrario, quasi 500mila pensionati vedranno i loro assegni aumentare da primo gennaio grazie alle riforme che abbiamo fatto e che l’opposizione ha definito catastrofiche.

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