Gorbachev, “il mondo sta entrando in guerra”. L’appello a Trump e Putin

27 gennaio 2017, di Laura Naka Antonelli

Un appello accorato, affinché il mondo intero si renda conto di quanto sia vicina una guerra. E’ l’appello che l’ex leader dell’Unione Sovietica Mikhail Gorbachev lancia attraverso un editoriale pubblicato sul Time. “Tutto lascia pensare che il mondo si stia preparando ad andare in guerra”, scrive l’uomo della Pereistroika.

Gorbachev parla di un mondo “oppresso dai problemi”, in cui le autorità “confuse” sembrano aver perso la bussola. Ma, avverte, “nessun problema è più urgente da risolvere oggi del processo di militarizzazione della politica e della nuova corsa agli armamenti”. Di conseguenza, “fermare e invertire questa corsa disastrosa deve essere la nostra priorità”.

“La situazione attuale è troppo pericolosa”: il riferimento è al dispiegamento di soldati, carrarmati e mezzi militari di ogni tipo che sta avvenendo in Europa. “Se prima venivano dispiegate a una certa distanza, ora le forze e le armi della Nato e della Russia sono sempre più vicine, come se un attacco potesse verificarsi da un momento all’altro”. Il tutto in un contesto in cui “la spesa militare è in crescita, nonostante i diversi stati facciano fatica a soddisfare i bisogni sociali dei loro cittadini”.

Quando invece, avverte:

“Non ci sono problemi a reperire soldi per acquistare armi sofisticate, il cui potere distruttivo è paragonabile a quello delle armi di distruzione di massa; o per quei sottomarini da cui basta una scarica per devastare la metà di un continente; e per quei sistemi di difesa missilistica che minacciano la stabilità strategica”. In tutto questo “i politici e i capi militari appaiono sempre più bellicosi”, e anche “i commentatori e i personaggi televisivi si stanno unendo al coro di guerra. Tutto fa pensare a un mondo che si prepara ad andare in guerra”.

Gorbachev teme Trump?

Gorbachev cerca di capire le ragioni delle ferite che stanno trasformando la mappa geopolitica mondiale. I toni sembrano più catastrofici e preoccupanti rispetto a quell’altro appello lanciato pochi mesi fa, nell’ottobre del 2016.

D’altronde, anche se non lo scrive, sono bastati pochi mesi per una nuova era dell’economia e delle relazioni politiche e commerciali globali. E’ l’ era Trump, che ha confermato come il fenomeno del populismo non abbia trionfato solo nel Regno Unito con la Brexit,  e che ha messo davanti agli occhi di tutti un’America in affanno, tradita dalla globalizzazione, pronta a rinchiudersi nei suoi confini e a imbarcarsi, se necessario, in una guerra valutaria, pur di tutelare il Made in the US. Un’America disposta ad abbracciare più che mai la logica del protezionismo e ad alzare le barriere.

Non si sa ancora se l’America di Trump vorrà rivaleggiare con la Russia di Vladimir Putin per riprendersi il ruolo di poliziotto del mondo, ma certo il neo presidente farà di tutto per estirpare le piaghe del terrorismo e dell’ ISIS e, visti i toni usati riguardo alla costruzione del muro in Messico, non ricorrendo necessariamente alla diplomazia.

Gorbachev: industria bellica si sta sfregando le mani

Gorbachev fa notare come tutto avrebbe potuto essere diverso.

“Nella seconda metà degli anni Ottanta, insieme agli Usa, lanciammo un processo di riduzione delle armi nucleari, abbassando la minaccia nucleare. A oggi, con la Russia e gli Stati Uniti che hanno aderito alla Conferenza di Revisione del Trattato di non proliferazione, l’80% delle armi nucleari accumulate durante gli anni della Guerra Freddaè stato smantellato e distrutto. Con questo, nessuno ha assistito a un calo della sicurezza, mentre il pericolo dell’avvento di una guerra nucleare provocata da un disguido tecnico o da un incidente è stato ridotto. Tutto ciò è stato reso possibile, prima di tutto, dalla consapevolezza, da parte dei leader delle principali potenze nucleari, del fatto che una guerra nucleare non fosse accettabile.

Diverso lo scenario di oggi:

“Oggi la minaccia nucleare sembra di nuovo reale. Le relazioni tra le grandi potenze sono peggiorate e i sostenitori della corsa agli armamenti e l’industria bellica si stanno sfregando le mani. Dobbiamo porre fine a questa situazione (..) Esiste l’opinione secondo cui il dialogo dovrebbe focalizzarsi sulla lotta al terrorismo. Si tratta infatti di un fattore importante e urgente”.

Ma per Gorbachev non è abbastanza:

Gorbachev e l’appello accorato a Trump e Putin

“L’attenzione dovrebbe tornare a concentrarsi sulla prevenzione delle guerre, sulla fine della corsa agli armamenti e sulla riduzione degli arsenali militari. L’obiettivo dovrebbe essere raggiungere un accordo non solo sui limiti delle armi, ma anche sulla difesa missilistica e sulla stabilità strategica. In un mondo moderno, le guerre dovrebbero essere messe fuorilegge, perchè nessuno dei problemi globali a cui facciamo fronte potrà essere risolto dalla guerra: non la povertà, non l’ambiente, non l’immigrazione, non la crescita demografica, o il venir meno delle risorse.

L’appello di Gorbachev ha due destinatari ben precisi: Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin.

“Chiedo ai membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu – l’organo a cui è affidata la responsabilità primaria nel garantire la pace e la sicurezza – di fare il primo passo. In modo specifico, propongo che una riunione del Consiglio di Sicurezza tra i responsabili degli Stati adotti una risoluzione che stabilisca che la guerra nucleare è inaccettabile e che non dovrà essere mai combattuta. Ritengo che l’iniziativa di adottare una tale risoluzione dovrebbe arrivare da Donald Trump e Vladimir Putin, i presidenti delle due nazioni che possiedono più del 90% degli arsenali nucleari del mondo e che dunque hanno una responsabilità speciale”.

Concludendo, come si legge nell’articolo del Time:

“Il presidente Franklin D. Roosevelt una volta disse che una delle principali libertà è la libertà dalla paura. Oggi, il peso della pausa e lo stress di viverla sono sulle spalle di milioni di persone, e la principale ragione è nella militarizzazione (dei paesi), nei conflitti armati, nelle Spade di Damocle nucleari. Liberare il mondo da questa paura significa rendere le persone più libere. E questo dovrebbe essere un obiettivo comune.  Diventerà a quel punto più semplice risolvere i molti altri problemi . Il momento di decidere e di agire è ora”.

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