Germania: robot non distruggono il lavoro, anzi, lo creano

3 maggio 2018, di Livia Liberatore

I robot porteranno ad estinguersi alcuni tipi di lavoro e faranno diminuire l’occupazione. Sulle conseguenze che porterà alla società l’intelligenza artificiale si sono susseguiti diversi studi, con pareri spesso discordanti. Fra chi esalta le possibilità offerte dai robot e chi si ritrae spaventato di fronte alla sola possibilità, arriva uno studio condotto dal Centro per la ricerca economica europea (Zew) di Mannheim, in Germania, e commissionato dal Ministero per l’istruzione e la ricerca tedesco a portare un po’ di chiarezza.

Nelle aziende tedesche che hanno abbracciato l’industria 4.0 dal 2011 al 2016 l’occupazione è cresciuta dello 0,2% all’anno. Gli investimenti in tecnologia hanno prodotto alla fine un saldo positivo dell’occupazione dell’1% nel periodo in esame. Significa che nel complesso, fra tagli e nuove assunzioni si è registrato un aumento dei posti di lavoro fra il 2011 e il 2016.

A fronte di lavori di routine che sono scomparsi, si sono aperte posizioni nello sviluppo di software ed è aumentata la richiesta di programmatori ed esperti di dati. Inoltre, secondo le previsioni dei ricercatori tedeschi, con una adeguata formazione e aggiornamento dei lavoratori più coinvolti dall’impatto delle nuove tecnologie, si potrebbe raggiungere un ritmo di crescita doppio all’anno, del +0,4%.

Come riportato da Il Sole 24 ore, in Germania il 33,9% delle imprese utilizza già tecnologie 4.0, come Iot, big data, robotica, mentre un altro 17,6% dichiara che l’utilizzo di tecnologia 4.0 è parte centrale del modello industriale seguito. Circa un terzo delle aziende tedesche, dunque, ha già completato la transizione all’industria 4.0, soprattutto in settori come marketing, comunicazione e produzione industriale.

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