Credit Suisse paga ancora colpe della crisi, 6.500 nuovi licenziamenti

14 febbraio 2017, di Laura Naka Antonelli

Credit Suisse ha reso noto di aver terminato il quarto trimestre del 2016 con una perdita di 2,35 miliardi di franchi, causa l’impatto di oneri dovuti alla chiusura del contenzioso con gli Usa per la gestione della sua divisione di titoli legati ai mutui. Il colosso svizzero ha pagato una multa comminata dal dipartimento della Giustizia Usa del valore di ben $5,28 miliardi.

La multa è legata alla vendita, da parte di Credit Suisse, di asset legati ai mutui che si sono rivelati tossici e che hanno portato, insieme all’altra ‘carta straccia’ venduta da altre banche, all’esplosione della crisi finanziaria del 2008. L’amministratore delegato Tidjane Thiam ha affermato che il pagamento della sanzione pone fine a “una grande fonte di incertezza”.

Sta di fatto che la perdita è stata peggiore delle attese, e ha confermato il secondo anno consecutivo di bilancio in rosso per la banca svizzera.

Gli analisti intervistati da Bloomberg avevano previsto una perdita lievemente minore, pari a 2,07 miliardi di franchi svizzeri. L’istituto ha reso noto di aver anche accantonato durante il quarto trimestre una somma di $2 miliardi circa, per far fronte al pagamento della sanzione, oltre agli accantonamenti già esistenti negli altri trimestri, per un valore di $550 milioni.

Nell’intero 2016, Credit Suisse ha assistito a una perdita netta di 2,438 miliardi, rispetto al buco di 2,944 miliardi del 2015.

Una buona notizia, comunque, c’è, anzi più di una. I risultati al lordo delle tasse hanno battuto le attese, sostenuti da un trimestre che si è confermato solido soprattutto nelle divisioni di investment banking e mercati dei capitali; ragion per cui il titolo, scambiato sulla borsa di Zurigo, sale di oltre +3%.

La banca ha annunciato, contestualmente alla pubblicazione dei risultati di bilancio, che ridurrà ulteriormente la sua forza lavoro, nel 2017, di 6.500 unità. In un’intervista rilasciata alla Cnbc, Thiam ha parlato di “un mese di gennaio positivo”, affermando di rimanere “cautamente ottimista” per il 2017.

Nel grafico, il trend del titolo.

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