Crac banche venete: Bankitalia e Consob si auto-assolvono

3 novembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Bankitalia ha rivelato i problemi delle due banche venete, dove la colpa del crac è dei vertici  che hanno sistematicamente nascosto informazioni rilevanti e poi delle Autorità che non hanno vigilato. Così puntualizza il capo della Vigilanza di via Nazionale Carmelo Barbagallo in audizione in Commissione di inchiesta sulle banche.

“Gli amministratori di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza hanno ripetutamente occultato importanti informazioni alla Vigilanza, di cui hanno deliberatamente disatteso le richieste”.

E allora la Banca d’Italia non ha nessuna colpa? Per Barbagallo no visto che Bankitalia ha’segnalato tempestivamente le irregolarità riscontrate in Veneto banca e Banca popolare di Vicenza all’autorità giudiziaria.

“Nonostante, e malgrado, l’indisponibilità di poteri investigativi commisurati alla gravità dei comportamenti, è stata la vigilanza della Banca d’Italia ad aver rilevato le criticità che connotavano le due banche venete. Non vorrei dare l’impressione che noi tendiamo ad autoassolverci, assolutamente no. Noi siamo qui per dirvi quali sono i fatti, a voi stanno i giudizi e le valutazioni seguenti. Ci saranno stati anche molti errori però parliamone, individuiamoli e vi sapremo dire se, dal nostro punto di vista, ci sono stati degli errori. Voi siete assolutamente nella condizione di poter verificare tutti gli errori che eventualmente sono stati commessi”.

Sul caso delle porte girevoli ossia il passaggio di ex Bankitalia alle dipendenze della Popolare di Vicenza, Barbagallo afferma:

“La Banca d’Italia non incoraggia né auspica che propri dipendenti siano assunti dai soggetti vigilati; in ogni caso anche quando questo accade, ciò non influisce, né per quanto a mia conoscenza ha mai influito, sul corretto espletamento delle funzioni di vigilanza (…) si tratta di fatti non opportuni, non mi piace, non è una cosa che gradisco e credo che nessuno in vigilanza lo gradisca. Io non posso documentare quante volte ho detto a colleghi non andate, o alle banche non assumete ma tutto quello che si poteva fare in passato era una moral suasion”.

Anche la Consob ha detto la sua in merito al crac di Veneto Banca e Popolare di Vicenza dalle parole del direttore generale Angelo Apponi che parla di “un ecosistema collusivo volto a occultare in maniera sistematica e fraudolenta le informazioni al mercato e alle autorità di vigilanza”.

“I due istituti hanno dichiarato il falso alle autorità di vigilanza con una risposta formale nella quale negavano la concessione di prestiti per l’acquisto di azioni proprie. Cosa che poi si è rivelata falsa (…) I gravi illeciti commessi dai vertici delle banche venete hanno minato il nostro sistema di vigilanza”.

Come Bankitalia anche la Consob dà l’impressione che sulla questione ha fatto tutto ciò che era in grado di fare additando ad altri le responsabilità:

“La Consob ha utilizzato tutte le informazioni che gli sono state trasmesse. Quello che noi conoscevamo lo abbiamo puntualmente utilizzato”.

Il prossimo martedì mattina davanti alla commissione d’inchiesta sulle banche verranno ascoltati i liquidatori delle banche venete. In audizione, secondo quanto riferito dalle agenzie di stampa, verrà sentito anche Fabrizio Viola, liquidatore sia per la Popolare di Vicenza che per Veneto banca. Viola è stato anche l’amministratore delegato di MPS dal 2012 al 2016, quando si è dimesso al culmine della crisi della banca.

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