Ci siamo: Cina smette di acquistare debito Usa

10 gennaio 2018, di Daniele Chicca

Da tempo viene ritenuto uno dei principali rischi per la stabilità economica e finanziaria degli Stati Uniti. La Cina, il primo paese al mondo in termini di esposizione al debito Usa, ha deciso di ricorrere all’opzione nucleare, ordinando l’interruzione o la diminuzione delle operazioni di acquisto di Treasuries americani. È un colpo basso sferrato nel ring della guerra commerciale che vede scontrarsi le prime due forze economiche della Terra.

Secondo quanto riferito a Bloomberg da fonti a conoscenza dei fatti, le autorità di Pechino incaricate dalla revisione delle riserve valutarie in divise estere della potenza asiatica hanno suggerito di rallentare o interrompere del tutto l’acquisto di Treasuries Usa. Le indiscrezioni hanno spinto ulteriormente in rialzo i rendimenti decennali dei Bond americani, che hanno toccato il 2,5715%.

Il motivo dietro alla decisione deriva dal fatto che “i bond governativi Usa sono diventati meno attraenti rispetto ad altri asset analoghi”. A influire potrebbero essere stato anche l’intensificarsi tensioni in materia commerciale tra Cina e Usa dopo l’elezione di Donald Trump, ma le fonti non hanno fatto un riferimento specifico alla guerra valutaria in atto.

Sono cattive notizie per un’economia, quella americana, con un debito pubblico in continua crescita oltre i 20.604 miliardi di dollari, e che tanto fa affidamento sui nuovi finanziamenti tramite l’emissione di debito. In particolare ora che deve trovare nuovi fondi per potersi permettere la maxi riforma fiscale voluta da Trump che prevede ingenti tagli alle tasse per i più ricchi e per le aziende (la corporate tax scenderà al 21% dal 35%).

E con i rendimenti dei bond di riferimento a 10 anni che hanno appena superato la soglia tecnica chiave del 2,5%, per il governo statunitense finanziarsi sul mercato diventerà sempre più costoso. Il motivo scatenante del rialzo dei tassi di interesse nei Bond Usa è arrivato ieri dalla constatazione della riduzione degli acquisti della Banca del Giappone sul comparto ultradecennale.

L’andamento ha spinto il guru dei mercati obbligazionari Bill Gross, ex CEO di Pimco e gestore presso Janus Henderson, a dichiarare finita la fase di rialzi dei Bond che dura da quasi trent’anni. Per Gross, visto che i titoli di Stato a cinque e dieci anni hanno violato la trendline a lungo termine (su 25 anni), siamo all’inizio dei un mercato ribassista.

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